Come superare la crisi da foglio bianco

Eh, quanti problemi!

Il foglio bianco. Anche questo su cui sto scrivendo è un foglio bianco. Ma per risolvere un problema bisogna prima comprenderne la causa. Non mi ritengo un esperto di questa materia, ma con questo articolo cercherò solo di dire la mia su questo problema.

Dunque, può essere che è proprio il bianco a incutere timore? Ricordo i tempi in cui un Bianco costruiva Uruk-hai e lì sì che poi erano uccelli per diabetici. Va beh che poi un altro Bianco cavalcava cavalli che sembrano motoroni per poi scapparsene per le spiagge di Mondello alla prima occasione… ma forse sto divagando.

O forse il vero problema della sindrome da foglio bianco sono le distrazioni. Prendo ad esempio me stesso: ho un’idea geniale, quale che sia, apro il programma di scrittura e guardo come un ebete il foglio bianco, che mi sorride e mi sfida: “Avanti, scrivimi! Che c’è, non ce la fai?”

Oppure esiste la variante in cui cominci a scrivere un solo rigo che suona più o meno così “C’era una volta un drago che portava sempre la carta igienica quando andava a fare i bisogni” per poi fermarsi e cominciare a giocare ai giochini di Facebook.

O anche, si comincia a scrivere, poi telefonano, citofonano, i parenti pongono domande difficilissime (tipo quella dei calzini spaiati.. mi pare di avene già parlato), gli amici dopo 394 anni di latitanza chiedono di uscire, e quindi la sessione scrittoria va a farsi benedire. Oppure se non sono gli amici, è il dottore/palestra/posta/concubina/ornitorinco domestico. Questi ultimi a volte spariscono per combattere gli scienziati pazzi, quindi attenzione.

Quindi la sindrome da foglio bianco ha ben donde di esistere, e l’ispirazione, che maliarda si accorge di tutte queste cause, si nasconde, per poi apparire sempre nei momenti meno opportuni.

Ad esempio so di qualcuno che raccoglieva riso in Thailandia (di solito in questi posti non vai a raccogliere funghi) e gli venne in mente un poema epico di 500 atti in cui uscivano guerre, lampi, dei, cadute e rialzate. Ma purtroppo in quei campi sterminati il computer non esiste e quindi non se n’è fatto nulla.

Quindi, secondo me il modo migliore per risolvere questo annoso problema ESISTE e anzi è alla portata di tutti:

La prima cosa da fare è accertarsi che dietro l’angolo non ci sia nessun impegno. È importante infatti che si abbia la testa vuota quando si scrive. Io parto avvantaggiato, ho sempre la testa vuota LOL. Punto numero due, bisogna accertarsi che si abbia il computer perfettamente funzionante. Il mio PC potrebbe spegnersi da un momento all’altro e quindi devo fare in fretta;

Fatto questo, CALMA: serve calma, la ninfa ispirazione è molto volubile e capricciosa e va provocata, non corteggiata. Per questo le cose vengono fuori scritte meglio quando si ha la consapevolezza di quello che si scrive. Può capitare che anche se si ha la Calma Olimpica poi non esce lo stesso niente.

E qui si presenta il caso della stitichezza da tastiera. Ma io avevo scritto anche in maiuscolo la parola “calma”. Bisogna calmarsi e prenderla “easy“, non avere nessuna fretta: tanto, abbiamo detto che non ci sono impegni a breve termine, no? Delegare i compiti di segreteria (quando si scrive a casa) può risultare utile. Fate rispondere al cane al telefono LOL

È il momento di cominciare a scrivere, qualunque cosa vogliate, secondo il vostro gusto e…

“Sì, ma io ho problemi con gli incipit”

E io ho problemi invece con l’Internet che mi distrae! Il mio consiglio da caprone ignorante è il seguente: “Fai di quello che ti distrae la tua forza”

Che frase epica, no? Eppure secondo me è vero. Ti danno problemi gli incipit? Benissimo, comincia a scrivere quello che viene dopo.

Non sai come scrivere  quello che viene dopo? Scrivi gli incipit!

I finali ti danno l’ansia ma tu sei abituato/a a scriverli per prima? Benissimo, io avevo detto “calma”.

Inoltre è molto importante avere una specie di scaletta prima di scrivere. Come? Avete la sindrome da foglio bianco anche per le scalette?

E prendete l’ascensore *ba dum tss*

Insomma, questi sono i miei consigli in linea di massima per superare la crisi da foglio bianco. Forse non ho trattato tutti i casi, quindi se avete domande proverò a dare una risposta che non sia 42.

Davvero, mi dispiace molto vedere i miei “colleghi” perdere ore di sonno, non mangiare né dormire (esagero) perché hanno la crisi da foglio bianco. Che poi anche se fosse blu secondo me sarebbe la medesima cosa. Che poi il blu si dice che sia un colore riposante, infatti le piste di atletica sono di questo colore.

Ecco il motivo per cui ho deciso di scrivere questo articolo. Mi piacerebbe vedere come invece voi provate a superare la crisi da foglio bianco, e se ne può parlare 😀

6 pensieri su “Come superare la crisi da foglio bianco

  1. E’ interessante che un’idea geniale per continuare una storia arenata da un po’, mi venga proprio la settimana che ho una lista di lavori da editare lunga quanto il Signore degli Anelli. Secondo me la colpa è sempre della Tuke u.u

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  2. Ciao ^^
    Come ben hai fatto notare la sindrome del foglio bianco é davvero una grande tortura. Purtroppo quando arriva é davvero molto difficile da combattere e questa simpatica guida sicuramente ha strappato un sorriso agli scrittori o debuttanti che soffrono di queste crisi.
    Idea simpatica ^^ spero che funzioni, ti farò sapere.
    A presto ^^

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  3. Nessuna crisi da foglio bianco… 😀 se in quel momento non riesco a scrivere allora non scrivo. Ma ci penso.
    Pensare per me è uno dei metodi migliori, rifletterci e non fissare il foglio.
    Io ad esempio ho problemi con gli incipit, fanno sempre schifo. Il mio metodo è riscriverli cinque volte. 🙂

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