Recensioni: Il signore degli Anelli

Dopo l’argomento di attualità, oggi voglio aprire una rubrica dove spazierò su quelle che chiamo “le regioni del mio mondo”. Un mondo pieno di… nulla, delirio, cazzeggio e tanto cibo, ma che comunque trova il suo sfogo in questo blog.

Perciò bando alle ciance e mi appropinquo a parlare del romanzo di J.R.R. Tolkien, che è solo la punta dell’iceberg di una vasta gamma di opere, vicende e fatti che agli occhi del profano possono risultare tutti inventati, ma che secondo me sono successi davvero.

Infatti, chi non ha mai conosciuto uno come Gollum? L’avido ambiguo doppiogiochista fa sempre parte di una compagnia di persone. E come esiste lui, esiste anche uno come Sam Gamgee, sempre pronto ad aiutare chi ha bisogno.

Arwen è una gnocca

È proprio quest’ultimo che, da umile giardiniere, si eleva a ruolo di protagonista verso la fine: senza di lui, Frodo…beh, sarebbe stato molto deludente come personaggio, nonostante la sua volontà di compiere un lungo viaggio da solo.

E poi c’è Gandalf, che da stregone intento a fumare ed a creare fuochi d’artificio in mezzo ai piccoli Hobbit (i quali la loro vita non si estende al di là dei loro quattro Decumani, che sarebbero come i cantoni svizzeri) si scopre invece un potente Istar, inviato persino dai Valar per risolvere i casini della Terra di Mezzo, vessata da un tiranno (Sauron, quella buonanima) che si serve degli Orchi per comandare. Orchi e non solo: Troll, popoli stranieri, persino gli Olifanti, che sono gli elefanti, solo che noi li chiamiamo con un’altra vocale.

E che dire invece di Aragorn? Il temibile Grampasso, che fuma anche lui, è povero e ha tendenze ad isolarsi, come ha fatto la maggior parte della sua vita. Però, non appena avuta l’occasione, eccolo ricevere la corona della Terra di Mezzo. Altro che taverne ai confini del mondo!

Insomma, poi ovviamente c’è il popolo degli Elfi e dei Nani, e poi  il popolo libero dei Signori dei Cavalli, gli Ent, alberi parlanti che sanno il fatto loro, poi c’è Saruman e il folle Denethor, Sovrintendente al posto di Aragorn…

Un sacco di personaggi, di spade, di cavalli e di vicende bizzarre. Troppo riduttivo chiamarlo “Fantasy”, infatti noi lo chiamiamo “Capolavoro”, sin da quando Bilbo, il parente (cugino? Zio? Padre? Concubino?) di Frodo compie il suo centoundicesimo compleanno e lascia in eredità un “gingillo” ingombrante al povero ragazzo. Non sa il povero Bilbo che quel gingillo è l’oggetto del desiderio della seconda più grande minaccia di tutta la storia della Terra di Mezzo.

La prima minaccia? Beh, Morgoth l’erba-pipa, no?

Del libro, ci sono poi un sacco di opere ispirate, come ad esempio la celebratissima trilogia di Peter Jackson, decorata con diciassette Oscar. Tanta roba! Certo, poi si può disquisire sulla verità dietro gli Oscar, ma non è l’argomento di questo articolo.

“Ma cosa c’entri tu con la Terra di Mezzo, Aven?”

Beh, a parte il fatto che io sono Aven il Verde, successore e allievo (sic!) di Gandalf, ho scoperto Frodo e quell’idiota di un Tuc i suoi amichetti in tempi abbastanza recenti. Avevano dato sul quinto canale televisivo la trilogia nel Natale del 2013 e decisi di guardarla, quando invece solo dieci anni prima ritenevo Frodo la “brutta copia di Harry Potter”.

Sì, so cosa ho appena scritto e vi prego, vi scongiuro di linciarmi. Non serve a niente l’attenuante che avevo tredici anni e che “La Compagnia dell’Anello” era uscita dopo “La Pietra Filosofale” e non avevo idea che casomai era proprio il contrario, ovvero che Harry Potter è la brutta copia di Frodo Baggins. Oh, Galadriel, capitemi!

Poi le cose hanno fatto il loro corso e adesso sono ben conscio della verità, ritenendomi abitante di Middlearth a tutti gli effetti, anche se un giorno spero di intrufolarmi in una della navi dei Porti Grigi e andare via,verso Valinor…

Insomma, leggete il Signore degli Anelli e, se avete un po’ di tempo, possiamo commentarlo assieme! Sono disponibile a qualsiasi ora del giorno e della notte per parlare di questo LOL

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Un pensiero su “Recensioni: Il signore degli Anelli

  1. Non posso credere tu apprezzi SdA da così poco tempo o.o Ormai per me sono, beh, se calcoliamo quando ho visto la prima volta la fine (ovvero la fine della mia infanzia 😦 ), uhm sono una decina d’anni… Ma l’importante è sempre apprezzarlo, prima o poi. A dieci, venti, cinquanta, ottant’anni ^^

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