La materia di cui è fatta la storia

Oggi vorrei parlare della storia e della sua funzione. Non ho idea di che articolo verrà, quindi sono anche autorizzato a divagare fra una cosa e l’altra.

Dunque! Il mio periodo preferito è sicuramente l’Alto Medioevo. Sarà per colpa dei fantasy LOL ma credo che quell’esperienza sia stata spettacolare per l’umanità.

Morti, tradimenti, epidemie, guerre e carestie: insomma, non ci si annoiava mai! Certamente la speranza di vita era molto bassa e se nascevi servo della gleba non avevi speranze di carriera, ma poniamo il caso che nascevi principe ereditario: avevi il mondo in pugno, no?

Ad ogni modo rimane comunque il mio periodo preferito anche se allo stesso tempo sono felice di essere nato nell’era di internet.

Passiamo alla seconda domanda: perché mi piace la Storia? L’esempio ce l’ho a casa, ovvero mia sorella ha molte difficoltà a ricordare date e nomi e associarli agli avvenimenti.

Beh, io invece adoro mettere le cose nelle timeline! Immaginiamo una lunga linea orizzontale piena di numeri, oppure anche solo le date di nascita e di morte di qualunque cosa.

Ebbene, si viene ad ottenere un quadro molto più interessante di un taglio nelle tele, vi assicuro.

Potrebbe essere una predisposizione naturale, infatti c’è gente che non ricorda nemmeno la sua data di nascita. E fidatevi se vi dico che la stessa persona che sa (senza andarlo a cercare) quando hanno cominciato a costruire la basilica di San Pietro, poi non ricorda ciò che ha mangiato a colazione.

Sono io, non c’è dubbio.

Un’altra domanda che mi potete porre potrebbe essere: “Eh, ma hai intitolato il tuo articolo in un certo modo. Di che materia è fatta la storia?”

Della materia di cui sono fatti i sogni  libri. Beh, altrimenti dove andreste a cercare la data della battaglia di Cartagena, che ha visto i pirati assaltare quella base militare? Non ditemi Wikipedia, molto meglio mettersi a cercare e sfogliare pagine e scoprire molte altre cose.

Questo mi ricollega a un’altra peculiarità della storia: sto cercando qualcosa di nuovo, no? Ad esempio so poco e niente di quello che è successo dopo la fantomatica “unità” d’Italia, unità che, sotto gli occhi di tutti, è solo politica.

Ebbene, mentre mi informo su questi fatti poi trovo un capitolo interessante sulla Guerra Fredda e casomai studio quello, dal che si deduce che perlomeno ho la capacità di concentrazione di un termosifone spento.

Che poi, parlare di termosifoni a luglio è un’ottima strategia commerciale, vero?

Possiamo dunque passare alla domanda successiva: come mai preferisco la storia e non l’economia aziendale?

Beh, perché l’economia aziendale… ehm… una volta mi hanno appioppato il debito in questa materia. Da quel momento in poi, l’ho odiata, ritenendola indegna delle mie attenzioni.

Forse che qualcuno di voi vorrebbe mettermi il debito per questo articolo? Probabilmente, inoltre non ho convinto nessuno col mio elogio alla storia, piena comunque di avvenimenti che da soli superano ogni possibile fantasia letteraria.

Come potere immaginare ad esempio di un imperatore che dichiara guerra a Nettuno e comanda al suo esercito di pugnalare il mare?

Appunto, non si può. E adesso scusatemi, vado a leggere un libro di storia, conscio che fra quindi annoi verrò citato….

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