Parlando di me: Geografia

Visto che a quanto pare ci scrivo io su questo blog, mi sembra giusto fare un po’ di chiarezza sui dubbi che attanagliano le persone, le quali si chiedono “Ma chi è Aven? Perché mi guarda sorridendo?” (infatti la foto che ho scelto è messa apposta perché sorrido, l’unica in cui lo faccio in più di vent’anni di permanenza nel mondo)

Beh, non risponderò a questa domanda oggi. Essendo vincolato al titolo (che metto sempre prima) voglio un po’ aprire il cassetto dei ricordi e fare un viaggio indietro nel tempo.

Correva l’anno 1995 (circa, ma forse anche prima).

Caspita, sono già passati venti anni? Ad ogni modo. Ero un bambino molto asociale studioso, sapete, di quelli che rimangono a casa a guardare i cartoni animati piuttosto che giocare con gli altri e socializzare. Infatti in quel periodo non so nemmeno chi fossero i miei vicini di casa, a parte una tale (inserire nome) che abitava a pian terreno e che accoglieva i nostri panni che cadevano da stesi.

Ebbene, non so come e nemmeno perché, ma a un certo punto della mia fin lì breve vita mi sono interessato alle cartine geografiche. forse perché sono colorate, forse perché la Terra ha una forma strana, forse perché davo già segni di squilibrio allora.

Insomma, una cosa di queste. Solo che poi questa cosa divenne un’ossessione, aiutata e incitata dai miei genitori, in particolare la mia mamma.

Mi comprarono enciclopedie, libri, puzzle, tutto sulla geografia. E io studiavo, interessandomi non solo a disegnare cartine, ma a studiare anche le bandiere e le capitali.

Ebbe così inizio il periodo che io chiamo “Periodo in cui studiai le capitali e le bandiere”, finendo per impararle tutte a memoria e venendo poi interrogato a sorpresa dai miei parenti. Non so sinceramente se fossero davvero stupiti o mi vedevano come un fenomeno da baraccone.

Ad esempio: “Dimmi la capitale della Tanzania” (che in quel periodo conoscevo) e io rispondevo correttamente.

Questa cosa qui si è protratta per diversi anni, finché poi non conobbi Dragon Ball e il giuoco del calcio e mi persi del tutto. Che poi a dirla tutta nel calcio si impara comunque la geografia.

Questa mia fissa si ripresentò diversi anni dopo, quando si trattò di scegliere la scuola superiore.

“Perché non fai il Nautico?” mi chiese il mio padrino. Beh, trovavo la cosa coerente con la mia infanzia e dunque accettai di trascorrere i 5 anni più belli della mia vita.

Sì, i più BELLI.

Ecco in sostanza cos’è la geografia per me. Dopo vent’anni, non ricordo più molte capitali e molte bandiere, inoltre adesso esistono stati come il Montenegro e lo Zaire adesso si chiama Congo, quindi capite bene come in 20 anni la geografia politica cambi tantissimo.

Nonostante questo, non mi sono mai pentito di aver passato così l’infanzia e ogni tanto torna utile la geografia, per rispondere alle domande di Quiz Duello.

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