Recensioni: One Piece

Dopo aver parlato di Dragon Ball, adesso arricchisco le mie recensioni su un altro tema, del quale potrei parlare per settimane, perché ci sono un sacco di cose da dire ma che non dico in quanto questa è solo una recensione generica.

“One Piece” è l’opera magna (che se magna, ba dum tss) di Eiichiro Oda, il quale ha pensato bene di cominciare a disegnare nel lontano 1997 (nel frattempo io completavo il mio primo album di figurine) e tuttora è in corso d’opera.

Insomma si può ben dire che si è sistemato per tutta la vita! Ma, credetemi, ogni capitolo ha un suo fascino. Non è vero che non riesce a prendere, che non sia interessante, secondo me invece ha le carte in regola per essere il vero erede di Dragon Ball, per quanto riguarda questo sotto genere.

Perché?

La vicenda parte nel modo più impensabile possibile: Monkey D. Rufy, un pestifero ragazzino di 7 anni, mangia per sbaglio, e ripeto per sbaglio, un frutto del diavolo.

Cos’è un frutto del diavolo? È un… frutto *ba dum tss* che all’esterno è tutto arzigogolato, ma che all’interno ha un sapore tremendo, ma che se riuscito a digerire (basta anche solo un morso) dona al soggetto un potere qualsiasi. Nel caso di Rufy, il potere di diventare un uomo di gomma.

Dove sta la fregatura? Il fatto di non poter più nuotare e cadere come un masso ogni volta che ci si prova!

Spinto dalla ciurma di pirati di Shanks il Rosso (chiamato così perché ha i capelli rossi), Rufy desidera dunque diventare un pirata e superare i fortissimi di cui sopra, che non solo hanno accettato la sfida, ma Shanks ha regalato al ragazzo anche il suo cappello di paglia. Da allora ne è passato di tempo! In tutti questi anni, il pirata dal cappello di paglia (che poi questo cappello ha molto da raccontare) ha accumulato una taglia di ben 400 milioni di berry (in euro quanto fa?) e dietro di sé ha un seguito molto eterogeneo e ciascuno molto, forse troppo, caratterizzato: il vicecapitano Zoro professione spadaccino, il cuoco Sanji, la navigatrice sexy Nami, il medico renna Chopper, l’archeologa sexy Nico Robin, il carpentiere Franky e il musicista scheletro Brook.

Direte: ma se sono pirati allora sono cattivi e il bene rappresentato dalla Marina deve catturarli?

Proprio così!

Si può essere dalla parte della Marina (che ha un senso di giustizia che varia a seconda del singolo marinaio), dalla parte del Governo Mondiale (lo dice la parola stessa) o dalla parte dei pirati, ma One Piece è un manga che ti fa schierare.

In questi anni sono affrontati decine di argomenti: la fame, il ricatto, la corruzione il razzismo, la discriminazione e l’omosessualità solo per citarne alcuni; quindi non capisco personalmente quando si dice “Eh ma One Piece è un manga che non mi prende”.

Il mondo che ha creato Oda, così vario, con le sue sottotrame intricate, con i personaggi che non vengono mai persi e ognuno ha la sua avventura che si intreccia con la macro storia, rende dunque questo mondo “vivo” e di per sé anche abbastanza realistico.

Alt! Ho detto realistico, sì, però secondo certi canoni LOL so benissimo che ha i suoi difetti e vediamo quali:

1) molti criticano lo stile del disegno che è sproporzionato, ovvero non fa caso alle proporzioni. Sarà, io non ci capisco molto quindi riporto solo le critiche che si fanno;

2) One Piece ha una sua fisica che è completamente differente dalla realtà: basti pensare che se ti impegni puoi anche volare semplicemente scalciando coi piedi LOL oppure con un fendete di spada puoi tagliare edifici enormi a distanza;

3) Le donne hanno tutte almeno la quinta, il che è assurdo ma questo possiamo anche metterlo nel fan service… e, se posso dirlo, a me sta bene così;

4) Molti criticano il fatto che in One Piece c’è sempre lo stesso schema: arrivo in una nuova isola incasinata -> la ciurma di Rufy fa casino ->scontro finale -> ricomincia. Sarà anche vero, ma in Dragon Ball non è poi tanto diverso… quindi è proprio la definizione di shonen (il manga per ragazzi) che impone certi canoni;

5) L’uso dell’haki che è arrivato improvvisamente. L’haki è un elemento insito in tutti gli uomini e consente di combattere i possessori dei frutti del diavolo più potenti. Vorrei solo ricordare in questo punto che Shanks ha usato l’haki sin dal primo volume;

6) si può perdere tutto il sangue che si vuole e non morire mai

Insomma, questi sono i difetti più vistosi, e se poi consideriamo che ormai si va avanti da 74 volumi sono sicuro che ci saranno sviste, imperfezioni e buchi nella trama che sono ovvi in un’opera così mastodontica. A volte è Oda stesso ad ammetterlo ma da troll qual è trova sempre una scusa LOL

Un’altra cosa che mi piace sono le mitiche SBS, ovvero l’angolo delle domande che si presenta prima di ogni capitolo. Bisognerebbe comprare il manga anche solo per questo motivo!

Insomma, questo è One Piece, che porta dietro di sé tantissime domande ancora senza risposta a cominciare dal titolo: cos’è lo One Piece? Può essere solo il tesoro lasciato dal pirata Gol D. Roger prima della sua condanna a morte oppure c’è dell’altro sotto?

Non ci resta che partire per la Rotta Maggiore per scoprirlo…

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