Le avventure della grammatica/3

Capitolo 3: i puntini sulle I

Non mi scuso se riprendo la parola un attimo, anche se sono un punto fermo nel testo in realtà mi piace molto chiacchierare e parlare di me, che uccido frasi e le faccio rinascere tramite le maiuscole. Insomma è un bel lavoro, ma per arrotondare (avete visto che a volte ci sono i miei cloni che vogliono fare ponti pazzi in un foglio) mi diletto a fare il punto sulla i.

“Ciao, i senza punto” saluto vago. La i racchiude in sé tutti gli stati d’animo che cominciano per… f. No, scherzavo, per i.

“Oh, ciao, punto sulla mia testa” risponde lui, felice di vedermi. “Come vedi, sto morendo di freddo senza cappello, quindi datti una mossa, muoviti!”

Visto? È isterico, tanto per cominciare.

“Capisco, ma per adesso non ne ho voglia. A parte che non ho nemmeno una scala”

“COSA? MA IO TI AMMAZZO!” esclama di nuovo, aggredendomi come se fosse una lancia. Ed ecco il suo lato irascibile.

Io schivo tutti i suoi colpi, perché essendo piccolo sono anche molto veloce, e poi sono avvantaggiato dal fatto che la i senza di me è molto rigida, rischiando dunque un congelamento e decido di prendere la H maiuscola.

“Ehi, ma che fai?” si stupisce la lettera H (è importante che sia maiuscola) , comparsa dal nulla e per nulla coerente col testo in cui ci troviamo.

Io non le rispondo e poggio la H contro la i senza puntino, in modo da poter salire il gradino che c’è in mezzo alla H, appunto, e salire lassù.

Si vede tutto. In realtà non si vede proprio niente, non è che il foglio sia proprio un balcone, quindi il paesaggio è solo il soffitto della camera in cui ci troviamo, che peraltro è bianco, quindi non c’è nessuna fantasia.

Comincio a girarmi i pollici, invece la i sembra soddisfatta. Anzi, aggiunge anche “E ricordatevi di mettere sempre i puntini sulle i, che sentono freddo!”

In realtà è una noia mortale per i punti, ma tant’è.

“Tu dici che è una noia, e io allora che dovrei dire, che devo sopportare il punto sopra di me?”

È vero, non ci avevo pensato! I due punti soffrono peggio di me che sono solo e inutile sulla i freddolosa!

Da ora in poi non mi lamenterò più, e guarderò il mondo con un occhio diverso. Per modo di dire, perché non è che il nostro mondo sia molto vario. Insomma, siamo lettere e ortografia: non ci azzuffiamo e non litighiamo per niente.

Siamo pacifici.

“Come hai detto? Sembro grasso? Ma io ti uccido?”

Ah, già. La O e le sue manie omicide non contano.

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4 thoughts on “Le avventure della grammatica/3

  1. Ciao Aven!
    Io proseguo nella mia lettura di queste avventure pazze della grammatica.
    Questa volta hai sorpreso con un argomento davvero insolito, i puntini sulle i! Che poi non è tanto scontato, dato che molti mettono il puntino pure mentre scrivono a stampatello. Ed è una cosa che non sopporto (davvero accetterei tutti quanti, sono davvero irascibile come la i!).
    L’idea di usare la H maiuscola (che, nella forma, ricorda davvero una scala a pioli) per far salire il punto in cima alla i e svolgere quindi il suo compito è davvero stata un’idea eccellente.
    Più vado avanti nella lettura di questi sketch e più mi convinco che se ne dovrebbe fare un libro per l’infanzia.
    Molti sostengono che scrivere per i bambini sia umiliante, quando invece io penso che sia molto complesso.
    Bisogna essere chiari e precisi nello spiegare e bisogna saper trasmettere insegnamenti importanti, perché il bambino sarà l’adulto del domani.
    Inutile dire, quindi, che se impara correttamente l’uso della sintassi e della grammatica alle scuole elementari, non sarà sarà uno sgrammaticato del web, che ammorba la rete con i suoi post di graffiti senza senso.
    La vivacità con la quale dipingi i segni grafici che popolano la scrittura è davvero meravigliosa.
    Sinceramente, trovo che oltre il lato comico ci sia anche quello didattico e, se fossi in te, provvederei a cercare di lanciare questa storia su larga scala, scegliendo anche il tipo di pubblico (espandendolo ai bambini).
    Anzi, ti dirò, se hai qualche pargolo che frequenta il catechismo, potresti testare subito l’indice di gradimento di queste storielle.
    Secondo me, il successo sarà assicurato.
    Il top sarebbe se trovassi anche un bravo (o brava) illustratore. ^^
    Di sicuro, continuerò a leggere queste storielle a prescindere dalle recensioni premio, solo che dovrai fare i conti con le mie tempistiche non propriamente celeri. XD
    Complimenti e a presto!
    Halley

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    1. Ehi Halley ^^ grazie per i compliment! In realtà questa storia era nata come libro, solo che poi ho preferito pubblicarla sul mio blog per concentrarmi su un’avventura “vera e propria”, invece di ripubblicar avventure di oggetti inanimati come avevo già fatto ^^ in ogni caso, sarai sempre la benvenuta e grazie ^^

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