Il Ponte dei suicidi.

Questa storia partecipa alla seconda sfida del circolo di scrittura creativa Raynor’s Hall. Il tema estratto per questo mese è stato “Ponti” proposto da Lady Fullmetal

pontecorleone1

La storia si ispira alla storia del Ponte Corleone di Palermo.

Ho sempre amato questo posto, anche se in realtà è un ponte costruito per il passaggio delle macchine.

Accanto, poi, c’è una specie di bar/autogrill, dotato di tavolini, che ti permettono di ammirare il panorama sotto con più tranquillità: alberi, cespugli, un fiumiciattolo nascosto fra le fronde e…

Un buon posto per morire.

Sì, è così: questa immensa distesa verde, che trasuda natura da tutti i pori, porta con sé una brutta fama.

Lo chiamano “Il ponte dei suicidi”, questo, perché mentre qui le macchine passano e sfrecciano indifferenti ai problemi altrui, la gente che intende farla finita guarda questo spettacolo della natura, oltrepassa la ringhiera e si lancia nel vuoto. Poi, il nulla.

Ovviamente la fitta vegetazione rende difficile persino il ritrovamento del cadavere, ma nel frattempo la sua fama cresce, e chi vuole suicidarsi spesso lo fa qui. E praticamente ad ogni ringhiera, c’è una lapide commemorativa di un signore e o una donna, che per i loro motivi imperscrutabili, hanno deciso di scappare dai problemi di questa vita affrontando l’ignoto.

“Non ti dimenticheremo mai”, “hai lasciato un vuoto incolmabile”… e su di me, cosa scriverebbero?

Per adesso sono qui, ad osservare il Sole che saluta questo mondo immergendosi fra il verde, che diventa sempre più nero e misterioso.

Se mi concentro, riesco a sentire lo zampillare dell’acqua sotto di me.

Il Ponte porta sempre da un punto A ad un punto B, scavalcando un punto vuoto. Così, se concretamente lascia passare le auto, i pedoni lo usano per andare nel… vuoto. Non ho idea di cosa ci sia dopo, ma avere come ultima immagine quella che si sta dipingendo ai miei occhi, deve essere meraviglioso.

E se…?

Ci penso su un attimo, devo ammetterlo. Le fredde ringhiere sono l’ultimo ostacolo fra me e il fascino dell’ignoto.

Eppure… non credo che lo farò, mi sono solo lasciato trasportare. Non lascerò che questo paesaggio contempli ancora una volta un’altra “vittima”.

Così, oltrepasso il ponte dei suicidi e continuo con la mia passeggiata.

26 pensieri su “Il Ponte dei suicidi.

  1. Piaciuto! E devo dire che la cosa sorprendente è il finale! ^^ Bravissimo, belle le descrizioni, breve, chiaro e molto d’effetto.
    Dovendo dare un voto… (io odio dare vorti XD) direi 4/5

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  2. Ovviamente, come negli altri casi, mi sono dimenticato di mettere il voto XD 4/5, per un racconto incisivo e brillante. Il fatto che sia ispirata ad un luogo davvero esistente, rende la storia ancora più interessante, in un certo senso più “vera” 🙂

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  3. Un monologo che lascia senza fiato.
    Un atto d’amore per se stessi e per il mondo che ci circonda.
    Un rispetto per la natura che non merita un simile spettacolo.
    E’ la prima volta che leggo una tua opera e devo ammettere che è accattivante ed ammaliante al punto giusto.
    Voto: 4/5

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  4. Finalmente passo a commentare muahah-coff Che dire? Il fatto che io non conoscessi quel luogo ha reso per me il racconto ancora più interessante e…drammatico, del resto. Drammatico sì, ma con un finale positivo, un segno di speranza verso il futuro ed una determinazione ad evitare l’errore compiuto da molti. Molto profondo nel complesso, evitando di essere un noioso poema filosofico! Mi ha fatto riflettere e, credimi, non rifletto spesso ;D
    Voto…voto…….4/5 per mantenere la tradizione e perchè mi ricorda un mio voto in matematic-no ok questo avrei potuto evitarlo

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  5. 4/5 Complimenti Aven! 😉 Anche questa volta hai colto nel segno con un pezzo di storia palermitana degna di nota. Una bellissima descrizione, un salto pindarico e poi il finale che strizza l’occhio a chi legge.
    Bravo, bella pensata. Un finale diverso avrebbe rovinato il tutto, mentre così ha il suo perchè.
    Bravissimo

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  6. Ciao ^^ Finalmente riesco a leggere e commentare anche questa storia!
    Mi è piaciuta molto, una storia vera descritta e raccontata molto bene ^^
    Molto corta ma anche per questo sei riuscito perfettamente a delineare la funzione di questo ponte dei suicidi. Ancora una volta niente di genere comico ed è molto interessante riscoprirti in queste storie in un genere completamente diverso, restando vicino a Palermo 🙂
    Avevo pensato dal titolo che sarebbe finita male ma il finale che hai dato è bellissimo e mi piace molto ^^
    Ti metto un 4.5/5 ^_^

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  7. Sai che sono un tuo grande ammiratore e che apprezzo sempre l’ironia e l’originalità dei tuoi testi, però devo questa volta a malincuore dire che il racconto mi è piaciuto a metà. Mi è piaciuto nella scelta del tema e in alcune battute all’inizio, ma in generale l’ho trovato troppo descrittivo e poco vivace. Non mi ha suscitato molte emozioni, positive o negative. Mi accodo solo parzialmente al commento di Sonia Esse. Manca qualcosina. Anche il finale, bello nella sua morale nascosta (forse non tanto nascosta) l’ho trovato un po’ freddo.
    Voto 3 su 5

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