LA passeggiata.

Questa storia partecipa al contest “L’autunno in versi” indetto dalla pagina facebook “Sulla Scia della Cometa”.

Di quella giornata, si sarebbe ricordata innanzitutto una cosa: c’era brutto tempo.

Nuvole nere che ricoprivano fitte il cielo altrimenti azzurro.

A intervalli irregolari, rombi di tuono pervadevano l’aria.

Per strada, la pioggia sbattevano violentemente sull’asfalto e il traffico paralizzato stava dando testimonianza che quella sarebbe stata una brutta giornata.

Persino le foglie, di solito riposanti sui selciati, in quel momento volteggiavano sulle teste dei passanti, che litigavano con gli ombrelli che si rompevano a causa della tempesta.

“Che bella giornata!” esclamò Fred guardando estasiato l’apocalisse oltre la sua finestra. C’era anche qualcheduno che stava imitando Mary Poppins. “L’ideale per fare una passeggiata!”

“Ma che stai dicendo?” disse sua madre, che stava lavorando all’uncinetto. “Guarda che tempo che fa!”

“Lo fanno stasera alle otto, è ancora presto” rispose Fred, riferendosi al programma che facevano sul terzo canale. “Comunque sia, ho voglia di fare una passeggiata e la farò!”

“L’importante è perseguire obiettivi nella vita” commentò sua madre, senza alzare lo sguardo dall’uncinetto. Quando si costruiva un nuovo lavoro, infatti, era bene tenere gli occhi ben fissi sulle dita che intrecciavano il filo.

In ogni caso, Fred prese l’ascensore e, una volta giunto a piano terra, premette il bottone che gli avrebbe aperto il portone per uscire fuori.

Non aveva ancora compiuto un passo, che già il vento forte gli scompigliava i capelli, lo spingeva e quasi cadde sopra i passanti che correvano.

Dove voleva andare, allora, Fred? E come ci sarebbe arrivato? Per fortuna, esisteva un parco nelle vicinanze che seppur piccolo, poteva offrire un riparo grazie a una tettoia.

Purtroppo però correvano almeno dieci minuti di cammino. Fred era entusiasta.

Prese l’ombrello e lo aprì, ma ovviamente quello, pur di non adempiere alla funzione per cui era stato costruito, si aprì verso l’alto, a causa del vento forte che soffiava dalla parte opposta dalla quale era stato aperto.

Nel frattempo, l’acqua non aspettava altro e dal cielo cadde a litri sopra di lui, che dunque capì solo una cosa.

“Non fa nulla” disse, parlando da solo, sicuro che nessuno l’avrebbe sentito perché i clacson che stavano suonando alla destra di lui l’avrebbero coperto. “Voglio andare al parco e lo farò, qualunque possa succedere nel frattempo!”

Girando verso sinistra, sarebbe dovuto andare dritto sul marciapiede, anche se era molto difficile, non solo perché ad intervalli regolari veniva inzuppato dalle macchine che gli lanciavano addosso le pozzanghere peggiori, ma anche perché c’erano molte persone che correvano verso casa e lo spingevano, come se non esistesse.

Ma Fred non demordeva. Arrivato all’incrocio, girò ancora a sinistra, e stavolta fu alle prese con un cane probabilmente randagio ma dall’aspetto feroce che gli abbaiò addosso e gli fece allungare di parecchio la strada, sempre pozzanghere permettendo e il vento contrario che gli rallentava la marcia.

Inoltre, una signora uscì dotata di impermeabile a urlare “SCREANZATO! COSA FAI AL MIO FUFFI?” e prese a colpirlo con il suo bastone da passeggio.

Non era randagio, il cane.

Fred stava per mollare e tornare a casa, ma poi il pensiero di quello che poteva succedere al parco lo animò finché non vide la piazzetta dove c’era il suddetto, che aperto era però deserto, a parte la tettoia che ospitava molte persone.

“Eccoci” disse Fred, bagnato fino all’inverosimile. sembrava che persino le ossa si fossero inzuppate.

Fred sapeva che avrebbe dovuto ascoltare sua madre, ma c’era una cosa che doveva assolutamente fare nella sua passeggiata.

Prima, però, occorreva concludere la passeggiata attraversando la strada. C’erano delle strisce pedonali, ma erano tutte occupate dalle macchine imbottigliate nel traffico.

Fred compì un passo, poi un altro, facendo bene attenzione a coprirsi con l’ombrello e contemporaneamente a non farsi mettere sotto dalle macchine che ogni tanto davano l’idea di muoversi.

Durante la tempesta e i tuoni e i fulmini che illuminavano la strada, Fred li vide.

Era proprio ciò che temeva: la ragazza che gli piaceva era in atteggiamenti inequivocabili col suo migliore amico.

Ecco cosa ha spinto Fred a fare la passeggiata: aveva scoperto tramite i social che i due si sarebbero visti e quindi sarebbe dovuto andare a verificare coi suoi occhi.

Ecco che, dopo essersi scambiati la lingua, facevano un selfie con la faccia a culo di gallina! Sicuramente avrebbero usato l’app Retrica per farla.

Ecco che improvvisamente, il vento stava placandosi e così anche la pioggia, tanto per prendere in giro il povero Fred che, con la faccia tipica di chi non aveva “Mai na gioia”, tornava a casa.

Certo, con Fuffi che ancora stava azzannando la sua gamba appresso.

7 pensieri su “LA passeggiata.

  1. Ciao!
    Dunque, finalmente riesco a mettere questa recensione-valutazione per il contest.
    Il giudizio si articolerà su cinque punti: grammatica, stile, originalità, aderenza alla traccia e gradimento personale.

    GRAMMATICA 7,5/10
    In generale, ho trovato che questo scritto è di gran lunga migliore dei primi che ho letto su EFP. Ho notato un uso molto più consapevole delle varie strutture e di figure retoriche, anche se c’è qualche imprecisione.
    – nuvole che ricoprivano: sarebbe meglio dire che coprivano il cielo, giacché le il cielo è sopra alle nuvole e non il contrario. Non mi suona molto bene.
    – la pioggia sbattevano sull’asfalto: la pioggia batteva sull’asfalto. Innanzi tutto, pioggia è singolare e sbattere inica un’azione riflessa che la goccia di pioggia, di fatto, non fa. Produce schizzi, ma non sbatte!
    – Purtroppo però occorrevano: purtroppo, però, occorrevano. Le virgole!
    – nessuno l’avrebbe sentito perché i clacoson: nessuno l’avrebbe sentito, perché eccetera.
    – che gli lanciavano addosso le pozzanghere peggiori: d’accordo, anche se qui avresti voluto usare una metonimia (la parte per il tutto o il tutto per la parte), l’esperimento non è propriamente riuscito. Sarebba stato meglio mettere “gli lanciavano gli schizzi delle pozzanghere” oppure “gli schizzavano addosso le pozzanghere peggiori”.
    – e stavolta fu: e, stavolta, fu.
    – probabilmente randagio ma dall’aspetto fercoe: probabilmente randagio, ma dall’aspetto feroce. Tra l’altro, oltre alla virgola d’obbligo prima del “ma”, qui ho trovato un’imprecisione di significato. È molto probabile che un cane randagio sia feroce, quindi il ma avversativo perde la sua efficacia. Se avessi detto “un cane ben tenuto” oppure “tirato a lustro”, quel “ma” avrebbe avuto più senso. Anche se dopo si scopre che il cane non è randagio, non giustifica quella scelta.
    – inverosimile. sembrava: manca la lettera maiuscola dopo il punto.
    – Ecco cosa ha spinto: Ecco cosa aveva spinto. Di per sé, sarebbe andato bene anche il presente, se avessi mantenuto lo stesso tempo anche nelle altre due considerazioni finali. Di fatto, è come se il narratore avesse finalmente svelato il mistero della passeggiata fatta nella bufera, quindi un tempo presente non era sbagliato, purché accordato col resto.

    STILE 9/10
    Il tuo stile non ti tradisce mai. La vena comica è sempre presente e molto ben caratterizzata, anche se qui mi sei sembrato lievemente più “spento” rispetto ai tuoi standard. La scena finale, con Fred che se na va via, con Fuffi attaccato alla gamba è una degna conclusione di tutte le peripezie del giovane.
    Anche le continue battute, i vari riferimenti (Mary Poppins, Che tempo che fa, Fuffi e Fred direttamente dal mondo di Harry Potter) sono stati davvero un tocco eccellente, tipico di te.
    Sicuramente, il fatto che questo sia stato il primo scritto prodotto dopo un periodo di inattività ha inciso notevolmente. Tuttavia, posso garantirti che è stato un elaborato molto ben riuscito.

    ORIGINALITÀ 9,5/10
    Essendo uno scritto “made in Aven” è originale senza dubbio. Non ti do la totalità non per essere cattiva, ma perché mi sarei aspettata che Fred fosse un po’ più reattivo. Non so, mi aspettavo il colpo di scena finale, forse. Anche se, devo ammettere che Fred incarna alla perfezione i tuoi personaggi che rappresentano perfettamente “l’uomo qualunque”, nel senso che incarnano le vicende di tutti quei poveri ragazzi (ma anche ragazze) che non riescono ad emergere e brillare per quanto valgono.
    Le tue storie, anche se comiche, hanno il potere di far riflettere su temi profondi e che riguardano da vicino più persone di quanto si creda. Anche il riferimento ai social network o alle applicazioni smartphone o alla odiosa pratica del selfi(sh)e, sono piccole perle che aiutano a comprendere meglio le mode e gli atteggiamenti comuni che, di per sé, sono davvero ridicoli, ma da tutti considerati grandi cose, perché è la massa che le fa.
    Di fatto, la ragazza ha preferito il suo migliore amico a Fred, perché è più omolagato.
    Spero che il nostro protagonista riesca a trovare un’altra ragaza di gran lunga più intelligente.

    ADERENZA ALLA TRACCIA 10/10
    Hai rappresentato alla perfezione una giornata uggiosa di metà autunno, in cui la tristezza e la malinconia dominano incontrastate. Ho apprezzato tantissimo questa tua interpretazione, che ti ha portato ad affiancare alla stagione anche uno stato d’animo “in tema”.
    Davvero, su questo punto non posso solo che farti tanti complimenti.

    GRADIMENTO PERSONALE 4,5/5
    Nel complesso, superate le piccole imperfezioni e le piccole crepe che ho già evidenziato, posso dire che questo componimento mi è piaciuto davvero tanto e sono davvero contenta di aver indetto il contest, così da aver avuto l’occasione di leggere questa bellissima creazione.
    Si sente l’eco del vecchio Aven il Comico che, però, si sta muovendo verso uno stile più esperto e che presenta personaggi che non sfuggono alla maturazione che si è innescata.
    Quindi, davvero, ben fatto sul serio.

    TOTALE: 40,5/45

    Ancora una volta ti ringrazio di aver partecipato al mio primo contest e ti invito a faremi sapere quali sono le tre storie, qui sul blog, che vuoi che recensisca come premio.
    A presto!
    *Halley*

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