Le avventure della grammatica/12

Le domande filosofiche dei punti interrogativi

È una giornata qualunque, nella Bottega dei Punti.

La bottegaia, tale Barra Spaziatrice, vende qualunque tipo di punto, e quindi il suo negozio è un crocevia per fare rifornimento.

Sembra quindi tutto normale, quando improvvisamente entra il Punto Interrogativo. La Barra spaziatrice sorride e gli da il benvenuto.

“Oh, buondì. Le servono dei punti, eh?”

“Come ha fatto a indovinare?” chiede perplesso.

“Beh” risponde la bottegaia. “Non è che qui vendiamo prosciutti, se lei nota qui esponiamo solo punti”

“E perché non vendete anche prosciutti?”

“Ma perché sarebbe assurdo! A cosa serve un prosciutto per redigere un testo?”

“Beh, si dice mettersi il prosciutto davanti agli occhi, quando un autore non vuole ammettere che la sua storia fa schifo! Quindi è lei ad essere in torto, non io.”

La Barra Spaziatrice si ritrova all’angolo, distrutta dalla perfetta logica del Punto Interrogativo. Così si ritrova costretta a ricominciare daccapo.

“In cosa posso esserle utile oggi?”

“Cosa?”

“Beh, lei è entrato qui per…?”

“Chi dice che sia entrato qui e non mi sia piuttosto imbattuto in questo negozio perché passaggio obbligato nel mio percorso?”

“Quindi è il negozio entrato in lei?”

“Non è il colmo porre domande al Punto Interrogativo?”

Di nuovo, la Barra Spaziatrice è knock out. Era vero, e adesso la bottegaia è entrata in crisi mistica. Andiamo, come si può fare una domanda al Punto Interrogativo? Sarebbe come chiedere un bicchiere d’acqua al mare!

La Barra tenta per la terza volta di sapere cosa in realtà voglia il Punto Interrogativo. Di sicuro, è un segno di interpunzione particolarmente ostico.

“Allora, Punto Interrogativo. Per cosa sei venuto?” da notare il passaggio dal “lei” al “tu”.

“Chi può saperlo?” risponde il puto interrogativo. “Chi può dire da dove veniamo? Chi siamo? Per cosa esistiamo a fare sulla Terra? Soprattutto, perché non ho ancora il mio punto di ricambio?”

La Barra Spaziatrice si fionda in magazzino, trova il punto adatto e lo lancia dritto sul naso del punto interrogativo. “Prendilo e sparisci!” esclama.

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