Le avventure della grammatica/20

Soggetto, predicato e complemento

Io sono un albero.

“Qual è il soggetto?” chiede l’ignorante Punto.

“Io , no? Io sono il soggetto, io sono un soggetto… insomma io e basta!” esclama l’ingordo Io. Chiamandosi così, ha un ego spropositato.

“Ah, ok. Quindi dobbiamo sottostare al tuo ego e non dobbiamo fiatare? Eh? Invece no, dico che sono IO il soggetto!”

Nessuno aveva ancora interpellato l’albero, ma essendo un fusto deve mettere per forza bocca su questioni che non lo riguardano.

“Zitto tu, Complemento Oggetto! Fra l’altro sei anche UN albero generico, neanche uno specifico!”

“Uffa” sbuffa l’albero. Così torna a fare quello che stava facendo, ovvero essere una casa per uccelli che fanno i nidi.

“Manca il predicato… posso farlo io. Se volete, ovvio” dice Sono, il più “verbo” fra quelli presenti nella frase.

“Va bene, verbo che non sei altro” acconsente Io, che tutto sa e decide. In realtà è solo la sua arroganza.

Così si assegnano i ruoli ogni volta: c’è un soggetto, un predicato e un complemento, ognuno con la propria casetta.

“Ok, adesso esco e vado a fare un po’ di spese” afferma il Sono, ma dicendo questo non sa a cosa va incontro.

Io non è un tipo che tende a farsi gli affari propri. Essendo egocentrico ritiene di poter conquistare anche il predicato e il complemento, così lancia una granata esplosiva e fa esplodere la casa del predicato, conquistandola.

“Adesso devo conquistare anche l’albero. Essendo una pianta, non ha costruito case, però…” Io esce di soppiatto e va dall’albero.

“Scusa albero, voglio il tuo titolo di complemento oggetto” prende un’ascia e comincia a tagliare.

“Ok! prendetelo!”

“Te lo aspettavi?”

L’albero non risponde nemmeno alla domanda e attacca l’Io con un grande stormo di uccelli famelici, fatti da virgole, punti e virgole e apostrofi. Questi hanno tutti la particolarità di avere il becco appuntito e quindi faranno sicuramente passare la voglia ad Io di fare il cretino.

E così l’Io scappa, ripara la casa distrutta del Sono e torna da dov’era venuto.

“E non dire mai più che il soggetto può funzionare senza Predicato e Complemento!” esclama l’albero, che saggio e forte è indispensabile. Mettiamo che non ci fosse stato: la frase diverrebbe “Io sono un”

Un… cosa? Un megalomane? Un ornitorinco? O un ornitorinco megalomane?

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