Tutorial: guardare un albero.

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Ecco come si guarda un albero

Guardare gli alberi non è molto facile. Non perché si vergognino, ma perché nessuno obiettivamente lo fa, a meno che uno non abbia un interesse a farlo, ovvero contare le foglie.

E chi conta le foglie al giorno d’oggi? Nessuno! Infatti, come dice la signora Foglia:

“Servirebbe un censimento per le foglie. Ma chi lo fa? E come verrebbe pagato, in foglie?”

Signora Foglia

Verrebbe pagato in radici, comunque.

Ecco perché ho deciso di guardare un albero, mi sono sacrificato per la patria e anche perché mi hanno detto che mi avrebbero regalato due teglie di lasagne e io farei di tutto per le lasagne, ma anche per i panini con la milza, per le cassate, per la pasta al forno, per le arachidi, per i pistacchi, per gli asteroidi e per le stufe.

Di sicuro non farei di tutto per il minestrone o per risolvere un integrale.

“E comunque i tuoi disegni fanno schifo, Aven”

Ma non divaghiamo.

Per guardare un albero bisogna innanzitutto andare in un posto dove si trova un albero. Per fortuna non sono ancora specie rare e ad esempio se ne trova uno sotto casa mia, che ha affondato le sue radici sul marciapiede e l’ha distrutto, risparmiando a me le fatica di scendere e andare in campagna con tutto quello che ne consegue.

Solo un matto andrebbe in campagna: fra il Cappellaio e la Lepre, il Bianconiglio, la Regina di Cuori e Alice che cerca il suo Dodo estinto non è più sicuro nemmeno il prato delle villette!

Ma dicevo di guardare l’albero.

In una nota serie TV lo fanno spesso, ad esempio il ragazzino che ha perso l’uso delle gambe per un motivo XXX si fa dire da un albero con una faccia che deve cercare un corvo con tre occhi. Logico, no? E chi non lo farebbe? Oltretutto, portato sulle spalle di un ebete che dice solamente una parola: TAMBURELLO.

Oppure in un altro libro due Hobbit incontrano un albero e riescono a convincerlo, nonostante non sia quella che si dice “una compagnia stimolante” a distruggere le industrie del mago che è riuscito a dare un posto fisso a un sacco di Orchi. Il fatto che poi non hanno né assistenza sanitaria né ferie pagate è un fatto secondario che lascio a chi di dovere.

Quindi emulerò questi eroi dei nostri tempi e guarderò nello specifico l’albero sotto casa mia, come riprodotto nella foto ad alta qualità (pubblicata all’inizio di questo articolo) che mi hanno fatto per documentare il lieto evento.

Sì, giro con la divisa di Serpeverde di solito.

Guardo l’albero e penso: perché è marrone? E come si può stabilire quanti anni abbia? È vero che vota M5S facendo si lui un qualunquista?

E poi, perché gli uccellini ci fanno sopra il nido e non lo fanno sotto l’albero, preferendo lasciare le cavità dell’albero stesso ai noti animali da bosco, come gli scoiattoli, le volpi o le forchette?

Lui però non mi risponde come i suoi colleghi di cui sopra. Anzi, sta zitto e perfettamente immobile, a parte forse un leggero movimento dovuto alla brezza.

E quindi penso ancora: ma avrò lasciato la pentola della pasta a bollire?

OH MISERIACCIA!

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