Perché adesso gli altoparlanti parlano.

L’ennesimo repost, un viaggio nel passato per me stesso e che mi diverto a ri-pubblicare, migliorando se necessario piccole perle che altrimenti si perderebbero.

Nella vita non mi sono mai perso nulla, nemmeno il minimo rutto.

Ne ho sentite di cotte e di crude, e la gente crede che sia divertente dirmi le cose con veemenza, ma anche io ho dei sentimenti, per Diana ascoltatrice!

Ah, già, non mi sono presentato.

Sono un altoparlante.

Sì, di quelli che vivono per amplificare la voce delle persone. Per questo dicevo che non mi sono mai perso il minimo rutto, in tutti i sensi.

Successe una sera che il padrone del posto, di questo posto dove lavoro, un po’ alticcio a giudicare da come puzzava l’alito, decise di accendermi e dire “Signori e Signori, vi presento la prima edizione di Ruttolandia!”

E via di rutti, dal minimo al più feroce rigurgito che abbia mai sentito, al punto da sentirmi male, e io che sono un altoparlante non dovrei avere nausee, vero?

Eppure ero disgustato, così tanto che mi guastai  e non potei che benedire il mio creatore per avermi costruito con un difetto di fabbricazione. Ma in realtà era un problema del mio compagno di viaggio, il signor Microfono.

“Ehi, Mick!” lo chiamai col nomignolo di mia invenzione. Sapevo che si sentiva male, ma il mio tono era scanzonato apposta.

“Eeeeeeh” mi rispose, cavernoso.

“Non te la passi molto bene!” esclamai di rimando.

“Vorrei vedere te nelle mie condizioni! Insomma, tutto il giorno a essere preso, tirato, ammaccato e posato come roba vecchia! Ho o no una dignità? Per di più, io devo avvicinarmi alle bocche per funzionare! Sai che significa?”

“No” ammisi.

“Allora te lo dico io! Vuol dire che devo sorbirmi tutti i tipi di fiato! Fresco caldo, alcolico, aglioso e una volta persino di acqua!”

“Cosa?” ero allibito.

“Sì… l’odore dell’acqua è tipico” confermò senza indugio alcuno. “Andiamo, Mick, credo che tu stia esagerando” osservai, sbigottito, ma non è stato per la mia frase che tornò a funzionare, piuttosto è stato riparato e per giunta smise di lamentarsi in una grazia inaspettata, ma fu pronto per accettare qualunque tipo di alito acido che gli perveniva, ancora una volta e com’è nel suo destino. Un altro aspetto della mia vita da altoparlante?

I miei esordi nei comici, in cui ripetevo tutto e di tutto, ma io sapevo, mentre amplificavo quella voce, che erano tutte battute banali e che non prevedevano nessun tipo di alieno.

Gli alieni fanno ridere.

Ad esempio il tizio che poi mi ha venduto a questo locale balneare si è sputtanato da solo.

Mentre se la faceva con la sua segretaria/amante focosa, ha dimenticato di tenermi acceso e Mick si è preoccupato di riprodurre fedelmente ogni ansimo e ogni sibilo di piacere. Fu molto divertente quella notte stessa vederlo scappare come un ladro, segno del fatto che ho sempre funzionato bene e svolto fedelmente il mio compito.

Da me sono passati tutti i più grandi “Pronto, prova” del mondo, che fra l’altro è anche la mai cantilena preferita.

“Un, due, tre, prova. Sssà, sssà, prova, prova, sì”.

Andiamo, come si fa a resistere?

Certo, meno felici sono i momenti in cui usano il povero signor Mick per le scorregge.

Colpa del figlio discolo, che crede che io sia un ottimo modo per evidenziare la sua imbecillità e quindi si sentiva in dovere di chiamare i suoi amici e sentire quanto forte riuscivo a riprodurre i suoi “suoni”. Certo, ma se con un padre ruttone pretendevo di avere un figlio banchiere… beh, era pura utopia.

“Insomma, la tua vita è stata turbolenta, eh?” osserva la mia amica saggia, la signorina Presa Elettrica.

“Sì, proprio così” rispondo sicuro.

Di sicuro c’è che ne avrò ancora da raccontare. Chissà cosa mi succederà domani , ad esempio?

Il Microfono riprende a parlare. Non appena ha sentito ciò che ho pensato gli è venuto in mente di dire la sua, ma temo cosa possa dire.

“Potrebbe accadere che io mi guasti di nuovo! Che bello!” esclama gaudioso.

“No, per favore, Mick!” esclamo imperioso.

Il signor Mick non capisce che non è fastidioso il guasto in sé, ma proprio perché è fautore di crisi depressive profonde. Poi mi riscuoto dalla fantasticheria.

Qualcuno ha acceso il “naso”, che mette in funzione tutto. Ha proprio forma di un naso umano, e io ne ho visti.

Vediamo cosa devo riprodurre.

“ATTENZIONE, PREGO!” esclamo quasi non volendo e sia una frase di rito. “SONO DI NUOVO PRONDE LE SCIAMBELLI CALDI! SCIAMBELLI CALDI!”

Lo dice con una tale forza e veemenza che mi sconvolgo nell’intimo. Qualcuno gli dia un vocabolario in testa! In ogni caso, non è nuovo a questi svarioni. “patatini fritti in vaschetta!”, “pizzetti!”, eccetera. Ha problemi col cibo, che preferisce gustare.

Insomma, vita grama, quella che vivo. Ma domani sarà meglio, vedrete.

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