Nove.

574647_468419089892450_1364198507_n

Il nove è un numero che mi perseguita.

È sempre lì, spunta all’improvviso e anche se non credo nella numerologia devo ammettere che è un fatto davvero curioso.

Sono nato il 9/9.

Abito al numero civico 109.

Al nono piano.

Insomma, curioso, no? E poi, c’è anche il fattaccio.

Ciò che è successo oggi, la notte fra il 17 e il 18 febbraio 2007.

18. 1+8=9 .

2007. 2+7=9.

Oggi, ricorrono nove anni da quando quel malanno (forse curabile, forse no) l’ha portata via.

Vedete come tutto torna? Dovevo immaginarlo, che sarebbe dovuta morire quel giorno, a conclusione di tre giorni assolutamente “ipnotici”.

E poi la veglia funebre, e poi il funerale, e poi il ritorno alla vita, che implacabile ti presenta sempre il conto troppo presto.

Ma come tornare alla vita dopo ciò che avevi di più caro ti è stato tolto? Era come perdere un senso importante, tipo la vista. Oppure perdere per sempre la rete di protezione, mentre io sto ancora camminando sul filo.

Sono tornato alla vita di sempre, sperimentando su me stesso cosa significa la frase “La vita continua”, dopo quel genere di catastrofe. Non posso dire nemmeno di non essermelo aspettato, dopo che per anni lei ha sofferto così tanto.

Oh, vorrei averla conosciuta prima. Vorrei averla avuta per un po’ più di anni. Mi sarei risparmiato tante di quelle ferite che non immaginate nemmeno. Chissà che uomo sarei stato, che scrittore sarei stato, o forse adesso sarei capitano di lungo corso. Non lo so, non posso avere la contro prova.

Ci sono tante cose che non so e che non saprò mai. Così tante che a pensarci il mio “io vissuto con lei” mi sembra anche reale. D’altra parte è anche vero che con i se non si va da nessuna parte.

E poi guardo mia sorella, la cui vita è stata sconvolta ancora più della mia, visto che non aveva nemmeno dodici anni. Lei sicuramente ha sofferto più di me, e questo mi dispiace moltissimo.

Perché in fondo, a chi ci rivolgiamo quando ci sentiamo perduti, se non a lei? Lei che ci ha sopportato, supportato e sentiti crescere per nove mesi interi, amandoci sempre, in una imitazione dell’amore del Signore.

E adesso, sono nove anni che mi manca. Mi manca e non c’è niente che possa colmare questo vuoto, tanto da spingermi a credere se sarò mai più felice, se posso avere ancora la voglia di sorridere.

Sapete, io non credo che se ne sia andata del tutto: certo, forse ha smesso di fare i lavori di casa, ed è vero anche che lascerà quel segnalibro intatto per sempre, ed è vero pure che i suoi lavori all’uncinetto non saranno mai finiti. Tutto vero.

Ma le persone non se ne vanno mai del tutto, fintantoché le portiamo nel nostro cuore. E poi, dentro di me, una piccola speranza che possa varcare la porta di casa tornando dal suo “day hospital” c’è ancora.

Vive dentro di me e dentro mia sorella… e anche in mio padre, anche se non lo dà a vedere.

Sono sicurissimo che… “quel” giorno, ci rincontreremo ancora, faccia a faccia.

 

4 pensieri su “Nove.

  1. Un poco ti capisco..non è lo stesso..ma anche io ho visto andar via un parente il 18….mio zio Gaetano,che ho trattato poco ma che ha lasciato un buon ricordo di sé,quelle poche volte che c’è stato per me quando non poteva nessuno….a volte basta poco davvero…non lasciarti suggestionare dalla numerologia…sebbene il nove se ci fai caso..sia il cubo della Trinità ^^…penso che qualunque genitore desideri dall’alto dei cieli,che i propri figli riescano ad essere felici nonostante tutto…#fiducia Andri…te lo devi…glielo devi 🙂 il Signore ti ha dato tanti carismi..te li ricordi?Rompo le scatole ma credo che la puoi fare!Aiutati che Dio ti aiuta…tvb sorella Bettina

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...