Le avventure della grammatica/29

Il pleonasmo e le sue scuse

“E tu?”

“Io chi?”

Il pleonasmo sembra cadere dalle nuvole.

“Tu, no? Tu! Pleonasmo!”

“Cosa c’è? Ce l’hai ancora con me perché ti ho rubato il pezzo di tiramisù? Dai, lo sai che a me mi piace!”

Segue un momento di silenzio gelido in tutto il foglio. Come ha osato il Pleonasmo fare un’affermazione del genere?

“Ehm… non so come dirtelo, ma…” comincia a dire l’Ellissi, sempre col suo vizio di interrompersi a metà frase.

“Hai detto a me mi, e non si dice” conclude per lui il Punto, sempre categorico e fermo. Come un punto, proprio.

“E allora? A voi vi piace redarguire gli altri scandalizzandovi per poco? Ecco” si difende quello, incrociando le braccia. È un po’ come un terrorista che cerca di distruggere l’ordine mondiale. E in effetti, falciando in modo così evidente la lingua italiana, il foglio trema.

“Oh, no! Fatelo smettere!” esclama il Punto esclamativo, che non riesce a resistere a quell’invasione di errori grammaticali.

Ma il Pleonasmo non demorde e, vedendo che il foglio trema e già si vedono i primi crepacci, estrae l’arma finale. “A me mi piace ma però è un modo più migliore per parlare più meglio! Muhahahahah! E ora scappate!”

E in effetti, dopo aver distrutto il senso del testo, tutti i simboli ortografici scappano, così come le lettere, che con le valigie già pronte (le lettere, è notorio, usano scappare sempre, soprattutto negli errori di distrazione), lasciando il foglio bianco e vuoto.

Il Pleonasmo, rimasto da solo con i suoi errori ortografici apparenti, si costruisce un’amaca e comincia  a fumare una buona pipa. Già, nel foglio. Questo è il suo carattere, far scappare il senso del testo con rafforzativi inutili per poi rimanere solo a fumare.

“Scusa”

Il Pleonasmo non si aspettava che qualcuno gli rivolgesse la parola. Ed è il foglio bianco stesso.

“Dimmi, foglio bianco” dice. “Ma come mai ti piace essere così solo? Io sono bianco… ho la sindrome… non riesco a non stare fermo! Mi contorco tutto! Aiuto, riempitemi di parole! AAAAH!”

Il Pleonasmo viene così inghiottito dal povero foglio. E, dopo qualche secondo, ecco che torna tutto il testo che c’era prima. Per fortuna non si erano allontanati troppo.

“Aaaah, che rilassante!” esclama il punto, così felice da essere anche un Due Punti.

Ma non sanno che sotto il foglio… il Pleonasmo attende guardingo la sua vendetta.

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