Le avventure della grammatica/32

La zeugma sa le cose

“La signora è rientrata in hotel in lacrime e in taxi”

Ciò che scrive l’autore di quella frase lascia di stucco gli abitanti del foglio.

“In lacrime E in taxi? Ma cosa si è fumato?” si chiede la E congiunzione, la quale congiunge e di solito si impiccia negli affari altrui, ad esempio domenica scorsa è stata dietro un cespuglio sperando che il Punto Interrogativo e il Punto Esclamativo limonassero per qualche ragione, cosa che però non è successa.

“Non so, ma qui mi sfugge qualcosa” dice il taxi, il quale va avanti e indietro e basta. Non riesce a svoltare, anche perché in un foglio c’è poco da svoltare.

“Uhuhuhuh…”

Una risata lugubre percorre tutta la frase.

“Uh? Cos’è stato?” si chiede l’articolo La, che abbiamo apprezzato anche ne “Le avventure del Pentagramma” dove ha interpretato la nota La. “Magistrale” secondo Il Corriere della Sera.

“Una risata, credo” risponde la È accento, che ovviamente ha quel ciuffetto lassù e quindi si sente in dovere di sapere tutto.

“Esatto” dice la voce lugubre esattamente quanto la risata. “Il mio nome è Zeugma e sono un’entità spirituale”

Tutti hanno paura. Non è bello avere entità spirituali in un foglio, poiché tutti hanno già gli incubi perché tutte le volte che si cancella qualcosa, lo spirito di quella cosa aleggia qua e là.

E in effetti, lo Zeugma, che si è presentato come un’entità, si aggiunge alla già considerevole quantità di spettri presente nel foglio.

“Sono lo Zeugma. Ho visto e so molte cose, che sono accadute e che accadranno. Ad esempio, lego termini che apparentemente non c’entrano niente”

“L’hotel in lacrime e taxi ad esempio” dice il La. “Però non capisco perché lo fai”

Momento di silenzio. Altro momento di silenzio. il silenzio prosegue.

“Beh… lo faccio perché… perché lo faccio? È VERO! Non so perché lo faccio! Io… sto impazzendo…” ed ecco che torna visibile, in modo da farsi vedere che è sempre in lacrime. In effetti, usa sempre le “lacrime” per legare due termini apparentemente estranei.

“La ragazza uscì in lacrime e dalla porta”; “il bambino voleva i dolciumi e in lacrime”; “Tu stai lacrimando”… no, tu stai lacrimando non è uno zeugma, ma quello che ha detto il La nel vederlo così affranto.

“Sì, ma è il mio carattere” dice, e anche se piange non ha la voce spezzata com’è di solito. “Nulla di cui preoccuparsi”

Il foglio raggela ancora.

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