Ricetta: patate alla savoiarda.

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Certe volte si gioca in un campo di patate..

“E che è, sono scalate le patate?”

Più o meno così recita un vecchio adagio, che vuole le patate “scalate”, nel senso che ai tempi in cui le patate erano il maggiore alimento, quando diminuivano il prezzo era comunque una novità.

E comunque io ritengo che “chi mangia patate non muore mai” e inoltre detto in dialetto palermitano stretto del Borgo renda di più.

Ma non parliamo di questo! Piuttosto, direi che essendo ora di pranzo facciamo questa ricetta.

Cosa ci serve?

  • Patate (ovviamente)
  • Latte
  • Fontina
  • Sale
  • Burro
  • Qualcosa per contenere tutto ciò
  • Un savoiardo, che può essere Emanuele Filiberto in persona o un biscotto. Tanto, voglio dire, l’intelligenza è la stessa no? 😉

Io personalmente ho un disagio particolare nel tagliare le patate. Quando mi serve farlo, infatti, non è semplice approcciarmi ad esse e convincerle a farsi tagliare uniformemente; senza contare poi che le patate si accorgono che si stanno per denudare e infatti lasciano apposta dei pezzi di buccia perché oppongono resistenza.

La soluzione più facile, quindi, è e rimane quella di bollirle e tagliarle con le mani, dopo averle opportunamente lasciate raffreddare.

Oppure prendete un pela patate e fa tutto lui, ma questa è una soluzione che per ovvi motivi scartiamo.

Perché è troppo semplice e ovvia, no?

Dunque, dopo aver pelato le patate alla vecchia maniera e come tutti i bucanieri di un certo stampo sanno fare, infiliamo il nostro operato dentro una pentola colma d’acqua bollente.

Dopo aver fatto fare loro le terme, si scolano e cominciamo a cronometrare quanti cubetti di fontina riusiamo a fare senza tagliarci le dita.

Che poi lo zio di turno dirà “Uhm, buona questa fontina con dentro il ketchup” e invece era il tuo indice, quello che ti infilavi nel naso.

In ogni caso, si fa sciogliere il burro e si imburra la teglia da forno, e già che ci siamo ci imburriamo anche noi stessi, così se qualcuno vuole abbracciarmi ci penserà due volte.

Mettiamo le patate e la fontina nel forno e il gioco è fatto! Il forno mangerà al posto vostro le patate e noi andremo a comprare la solita teglia di  lasagne già fatte al panificio.

“Ma scusa allora perché sbattersi per cucinare?”

Perché può capitare che il forno non mangi le patate. Dipende in che domenica siamo e come sta andando la borsa di New York.

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