Il mattarello e il mestolo.

“Ehi, Mattarello!”

Al Mestolo era venuto in mente qualcosa, un pensiero pericoloso che però gli poteva fruttare un futuro pieno di gloria, dove le forchette gli avrebbero chiesto tanti autografi che lui non avrebbe firmato, essendo senza braccia.

Così attese la risposta del Mattarello, noto serial killer. Famose fra le posate erano le sue incursioni sulla pelle umana e ancora più famosa era la sua tecnica da “rullo compressore” per quanto riguardava gli impasti, che secondo alcune testimonianze si riducevano sottilissime. Anche il magazine Posate Oggi si era espresso a riguardo:

“Guardatevi dal mattarello! Sette cose che non sapevate su questo oggetto di legno”

Insomma, il Mestolo sapeva a chi si stava riferendo, tuttavia attese.

Attese ancora.

Dieci, quindici, ventisette minuti. Ad un certo punto, intervenne il cucchiaio di legno, quello che serve per mescolare la pasta ed eventualmente farsi scappare il campione estratto dalla pentola per assaggiarla se è cotta.

Il suo passato da complice dei fusilli parlava per lui.

Il cucchiaio disse “Secondo me non ti sta calcolando”

“Silenzio! So che mi ha sentito! Se non risponde è perché ha la coda di paglia!”

Tutte le posate trattennero il respiro. Come osava, il Mestolo, a insultare così il Mattarello di legno, che tante botte aveva dato?

Ecco che quindi quest’ultimo non poté esimersi dal rispondere, così si schiarì la voce e disse “Che vuoi, Mestolo?”

Costui rispose “Chi fra noi è più violento? Voglio verificarlo in una gara”

Ancora una volta, le posate si scandalizzarono. Ma in effetti il mestolo cosa aveva bevuto?

Il Mattarello ridacchiò. “Suvvia, sta’ calmo. Sappiamo entrambi che sono più violento io, no? Insomma, chi prendono le persone quando vogliono picchiare? Tu od io? Tu sei solo relegato a prendere il brodino caldo! Aahahaha, brodino caldo!”

Così il Mestolo prese un po’ di brodino caldo che si stava riscaldando nella pentola che all’inizio di questa storia non c’era e lo gettò sul Mattarello, che si scottò e si mise a contorcersi.

“Maledetto! Ti sei fatto aiutare dall’acqua calda!” esclamò iracondo il pezzo di legno che invece si mosse diretto al mestolo per colpirlo con tutta la forza, ma venne preso da una mano più forte.

“Su, Matt, dobbiamo stendere questo impasto” dissero le mani in coro, ché loro avevano quel vizio.

“Maledizione!” imprecò il mattarello, sconfitto dalle possenti mani.

Ecco che quindi tutte le posate acclamarono al vittoria intelligente del Mestolo, il, quale aveva usato l’acqua bollente per sconfiggere il terrificante nemico!

“Sei stato un grande!” dichiararono i cucchiai, i suoi fratelli minori.

“Ti chiederemo presto un autografo!” dissero le Forchette.

“Beh, noi abbiamo un piano…” dissero i coltelli, taglienti. Che cosa avranno voluto dire?

 

 

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