La donna cannone e l’uomo spingardino.

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C’era una donna cannone. Attenzione alla miccia!

NB: Questa storia o quantomeno il titolo si ispira a questa canzone. Lungi da me offendere qualcuno.

C’era una volta una donna che viveva dentro un cannone, e alle volte vedeva i grigi volare senza l’ausilio di astronavi.

Come poteva vivere dentro un cannone? Vi chiederete, e a un certo punto qualcuno glielo ha chiesto davvero.

L’Uomo Spingardino, infatti, le chiese: “Come mai vivi in un cannone?” poiché dal suo punto di vista sembrava strano.

Lei gli rispose: “Per lo stesso motivo per cui tu credi di essere un uomo ma sei solo uno spingardino caricato a sale”

L’Uomo rispose “Touché” ed ognuno andò per la propria strada.

Tornando dunque alla Donna Cannone, la sua giornata tipica era molto semplice: innanzitutto bisogna dire che lei si svegliava presto, poiché vivendo dentro un cannone c’era sempre il pericolo che qualcuno potesse accendere la miccia e in effetti ogni primo di aprile qualche ragazzino con le mani pruriginose aveva anche provato a farlo.

Dopodiché, faceva colazione sparandosi da casa sua (ovvero il cannone stesso) verso il bar più vicino, ordinando sempre qualcosa di esplosivo, tipo un cartoccio con ricotta o all’occorrenza una iris al forno.

Le iris al forno possono considerarsi “esplosive” perché è notorio che soffiandole si crea una nebbia che nemmeno a Milano nell’ora di punta. Solo che la nebbia in questione è fatta di zucchero a velo e sfido chiunque non provarla. Infine, il tuppo sopra può essere utilizzato anche come bomba a mano.

Dopo la colazione, la Donna Cannone lavorava: aveva trovato un impiego come “donna cannone” e, dietro pagamento, era disposta a farsi lanciare ovunque e in qualunque luogo. Con quei soldi poté permettersi perfino un acquario, ché gli acquari sono belli.

Dopo la pausa pranzo, dove arrivava ogni singolo giorno l’Uomo Spingardino a farle la fatidica domanda e ritrovarsi sempre la stessa risposta, la Donna Cannone di pomeriggio era usa a pulire l’interno del cannone, ad arredarlo, eventualmente anche a sostituirsi con una palla. Una volta, volendo seguire l’esempio degli hippie alla lettera, mise un mazzo di fiori nel cannone col risultato di provocare una grave allergia a tutto il circondario.

Arrivata poi la sera, la Donna Cannone si concedeva un meritato riposo spaventando i ragazzini rimasti per strada anche alle ore tarde. Nel senso che faceva la vita da supereroina, a forza di cannonate che in fondo erano la sua passione!

Insomma, ciò che si poteva fare dentro un cannone era molto variegato e la donna aveva trovato un posto per alloggiare e contemporaneamente il mezzo di trasporto.

“Sì ma di fare mettere insieme lei con l’uomo spingardino”

Peccato che l’Uomo Spingardino si sia messo con la Donna Fucile!

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