Le avventure della grammatica/36

Far felice la virgola

“Senti un po’, Virgola, ma tu come mai sei sempre depressa?”

È la domanda che pone il Punto alla sua amica Virgola.

“Beh… non ci vuole poi molto a farmi felice” afferma lei, sospirando e dando da mangiare ai piccioni com’è solita fare. Abbiamo visto che questa usanza la porta spesso a fare scoperte sensazionali, come ad esempio scoprire che le Virgolette non sono gemelle, ma due persone molto somiglianti.

“Oh… e dimmi, dimmi” dice il Punto, facendo sbucare dal nulla pasticcini ripieni di ricotta e cannoli assortiti.

La Virgola estrae invece un libro piccolo. “Ecco, ho annotato tutto con estrema precisione nel mio tomo Far Felice una Virgola, pubblicato dalla Virgola Editore e che TU non hai comprato”.

Tu inteso come te lettore. Va’ a comprare il libro della Virgola, veloce!

“Chiedo perdono” dice il Punto, e comincia a sfogliare il manuale. “Beh, non mi sembra che ci sia molto…” mentre riflette, produce molti piccoli punti di sospensione. “Guardiamo l’indice” e sia il Punto che la Virgola guardano un indice. Il mio, per esattezza. Poi il Punto guarda l’indice del libro.

“Allora. Cinque capitoli, eh? Mettermi al giusto posto nella frase, non usarmi come formaggio per la pasta, non essere scambiata per stuzzicadenti (mi fa schifo), non regalarmi una sorella e… non farmi sposare col Punto? Ma che storia è?”

“Beh, sai” ammette la Virgola, un po’ imbarazzata, “conosci la storia del Punto e Virgola, no… sai, tutti quei film un po’ erotici…”

Al che, al Punto viene in mente quel periodo in cui uscivano nei cinema film un po’ spinti che vedevano il Punto sopra la Virgola e fare cose che non possono essere raccontate in questo libro, ma in un altro. Comunque, il risultato di quei film è che poi la gente ha cominciato a usare il Punto e Virgola.

Così il Punto chiude il libro. “Beh, hai avuto ragione, allora, a citarmi” dice. “Ma ciò non toglie che tu non abbia mai sorriso in vita tua”

“Vorrei ben dire” ribatte la Virgola, “se sorrido divento una Parentesi Tonda, se mi perplimo divento una S, se divento triste divento una Tonda Aperta… non posso cambiare espressione, insomma”

Al Punto quelle cose non succedono mai. La cosa più eccitante che gli possa capitare è stare al di sopra della I e ammirare il paesaggio bianco e monotono del foglio.

“Allora! Cosa sono questi musi lunghi! La scrittura è vita, passione, sensazione, trasmissione… e tutto ciò che finisce con ONE” afferma facendo baldoria la O.

“Allora la scrittura è anche un vitellone?” chiede il punto, diventando Interrogativo poiché ha posto una domanda.

“Beh, sì” dice la O, anche se non ne è convintissimo. Ma questo non convince la Virgola a sorridere. Al che la A sbuca di soppiatto e le fa scoppiare vicino l’orecchio un cono che si usa per le feste.

“Ehi, adesso sono sorda! Grazie!” la Virgola non sorriderà mai. E nel frattempo, l’Apostrofo lascia una puzzetta.

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