Su di me: Titanic

titanic 2

Pur non avendola vissuta, quella notte ha segnato la mia esistenza.

A parte “Il Gobbo di Notre Dame” versione Disney e “Mamma ho perso l’aereo”, un altro film ha caratterizzato la mia infanzia.

Sto parlando di “Titanic”, appunto.

Ne sono venuto a conoscenza leggendo uno speciale numero di Topolino e da lì poi ho visto il film, documentato con quel poco che potevo fare (ero piccolino e internet non esisteva) e quindi ho passato settimane.

Mesi.

Anni interi.

Tutto questo tempo a studiare la nave, a disegnarne il profilo, a immaginare l’affondamento. Ma ripercorriamo i fatti.

La notte fra il 14 e il 15 Aprile dl 1912 il transatlantico della White Star Line Titanic si scontra con la fiancata destra contro un iceberg, non visto a causa dell’eccessiva calma piatta del mare e dall’assenza dei binocoli che sarebbero dovuti essere in dotazione delle vedette.

Dalle 23,40 alle 02,20 è stato tutto un fuggi fuggi, dal “prima le donne e i bambini” al “si salvi chi può” il passo è stato brevissimo. E le scialuppe non sarebbero bastate per tutti sin dall’inizio.

L’inaffondabile è affondata al suo viaggio inaugurale, portando con sé 1517 morti. Ed è qui che è partita la mia fantasia.

Come mai? Perché questo? Perché quello? Considerate un bambino di 7/8 anni che si ritrova davanti a un incidente avvenuto decenni prima: cosa farebbe?

Insomma, unendo questo a quello che già sapevo di geografia, viene naturale dire che, dopo il film, continuavo a disegnare, affezionandomi in un certo qual modo a tutto quello che è successo in quei giorni di aprile.

“Eh ma il film racconta solo di due giovani la cui storia è durata pochi giorni e uno dei due muore”

Verissimo, ma come ho già detto non è per quello che mi ha colpito. E forse, non è tanto per la trama che è stato fatto il film del 1997 (il quale per inciso è solo uno dei tanti film sul Titanic fatti, ma ha avuto il pregio di far conoscere la tragedia su larga scala, lo sto dicendo in base alla filosofia secondo la quale si muore davvero quando si viene dimenticati da tutti)

Insomma, ciò che voglio dire è che quella notte è stata tragica, un punto di svolta per tutto il genere umano e la rappresentazione reale della metafora della vita: le cose belle terrestri finiscono e durano poco.

3 pensieri su “Su di me: Titanic

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