Le avventure della grammatica/42

Il meno diventa un trattino

{[( 35 x 48 -12 +66)(88-42+42×18)] – [(15-66)(12/66 +77x-124)2] }

Uffa. Non si capisce nulla in questa espressione. Fra l’altro, non è nemmeno un’espressione, ma una serie di numeri che possono anche dire tutto e il suo contrario.

“Cosa c’è, meno? Ti vedo triste” mi chiede l’Addizione.

“Beh, essendo una Sottrazione, mi sottraggo la felicità e ottengo la tristezza.”

“E non puoi sottrarre la tristezza e ottenere la felicità?” mi chiede giustamente l’addizione.

“No. Adesso divento un trattino!”

E in effetti non mi ci vuole molto. Sono già un -, per diventare un trattino devo trasformarmi in… -, esatto.

Quindi, abbandono il complesso mondo dei numeri e mi fiondo nel variegato mondo delle lettere.

“Guarda che ci sono lettere anche nel mondo della matematica”

L’Addizione non mi farà cambiare idea, non con questo tipo di obiezioni.

“Sì, ma quelle sono immigrate. Si chiamano anche incognite! Cioè, ma davvero vuoi paragonare?”

Dunque mi infilo a caso in una frase qualsiasi. Tanto, non è così che si fa?

E dunque mi appropinquo a letto. Oplà, mi infilo e la frase diventa E dunque – mi appropinquo a letto.

Che bello! È molto comodo, non ci sono i numeri che ti guard… un momento, anche le lettere mi guardano male.

“E tu cosa vuoi fare qui, in questo momento? Eh?” chiede la O.

“Vuole metterci i bastoni fra le ruote, di sicuro” risponde la E.

“Vai via! Non sei desiderata! Sciò! Pussa via, anche se preferirei dire puzza via!” esclama il letto.

“Ahahahah, puzza via! Che simpatico il letto!” dice il Trattino, nel tentativo di risultare simpatico.

“Ok, adesso la frase non ha senso. Prendo il mitra.” Afferma la E, estraendo il suo mitra personale.

“No, respingerò le tue pallottole trasformandomi in spada laser!”

Così comincia la battaglia fra la vocale e il Trattino, e bisogna dire che il trattino dispone di ottimi riflessi; tanto che poi le pallottole respinte colpiscono inavvertitamente, o forse no, tutte le altre lettere, che si danno alla fuga.

“Adesso hai capito perché non servi a niente nella frase?” chiede la E, credendo di avere colpito almeno una volta il trattino.

Il Trattino si mette un sigaro in bocca e si sistema il cappotto lungo, prima di dire “Beh, se non servo a niente nonostante abbia respinto tutte le pallottole, allora tutto il mondo non serve.”

E da allora il Trattino è rimasto inopportuno – nella frase. Eccolo, vedi?

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2 pensieri su “Le avventure della grammatica/42

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