Su di me: intervista del 23 maggio

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Eccomi in tutta la mia stupenda bellezza (?)

Salve a tutti, mi chiamo Aven e sono qui per condividere con voi questa intervista che ho concesso alla pagina facebook Ray Scrive.

È stato molto divertente perché mi ha concesso di rivivere un po’ di ricordi e quindi ho pensato che sarebbe bello se il mio blog ospitasse qualcosa in più su di me.

Inoltre vi ricordo che chi volesse intervistarmi può benissimo farlo in qualunque momento e il 21 giugno prossimo sarò impegnato nella challenge che mi sono auto imposto denominata “24 storie in 24 ore“: spero che siate in tanti a partecipare!

Enjoy!

D:Apro il tuo profilo  (il mio profilo del sito EFP, ndr) e la mia prima impressione è stata “Ammazza! Venti pagine di storie!”, credo che sia la prima volta che incontro un autore così prolifico. Il segreto è che scrivi tanto? O scrivi DA tanto?
R:Ciao! Credo che tu non sia stata l’unica a commentare in questo modo 😀 beh, scrivo tanto e da tanto, seppure la mia passione non è nata col classico “da sempre”, ma si è sviluppata negli anni. Correva l’anno 2012 e decisi di aprire il mio account efp per poter spammare i miei Crossover, ovvero storie ambientate in un mondo dell’aldilà fittizio dove i personaggi morti di Dragon Ball, Death Note e Harry Potter si incontravano!
Dopo tre anni di instancabile produzione, però, decisi di lasciare questo mondo per mettermi “in proprio”, e infatti adesso ho un blog tutto mio, dove posso realizzare davvero tutto quello che mi passa per la testa.
D:Ho visto che hai uno stile particolare in molte delle tue storie, tendi a comicizzare il quotidiano, prendi in esame cose e situazioni che nessuno prende perchè son cose di tutti i giorni… come ti è nato? Ti ispiri a qualcuno/qualcosa? O è proprio parte del tuo carattere?
R:Non so quanto sia “particolare” il mio stile… che poi, potrei definire anche il tuo satile “particolare”, no? Penso che ognuno voglia esprimersi per quello che è, infatti sono convinto che ciò che noi scriviamo è un po’ “lo specchio” di ciò che siamo. Io ad esempio sono un idiota XD a parte gli scherzi, credo che soprattutto in questo periodo la risata debba essere parte integrante delle nostre vite.
D:Come nascono in genere le tue storie?
R:Dipende. Se mi parli di originali, ciascuna ha la sua motivazione variabile di fondo, ma in generale parto sempre dal presupposto di avere “qualcosa” in mano: che sia dover rispondere ad una domanda (“Come mai nessuno ha mai scritto su Palermo?” e così scrissi il Romanzo Rosanero), che sia una citazione che voglio mettere da qualche parte, o anche una scena intera, o una trama che io definisco “figa”, e con questo intendo… che so, come mai le candele profumate fanno profumo. Per quanto riguarda le fanfiction, di solito fanno parte dei contest oppure sono i miei Crossover.
D:E per svilupparle quanto ci metti? Ci lavori molto? O sei uno che scrive e pubblica senza troppi rigiri?
R:Ci sono tante cose che si possono dire di me, ma una cosa è certa: non sono uno stakanovista XD credo che adesso farai tipo questa faccia “O_O”, ma ti assicuro che è vero! Molti mi hanno già detto “Sei veloce, ti impegni tanto”, ma non è assolutamente vero. Sono uno di quelli che scrive un rigo e poi va a scrollare la home di facebook, tanto per dirne unaEmoticon grin tuttavia, posso anche scrivere 200 parole tutte assieme, prima di tornare a Candy Crush.Una cosa però è certa: non pubblico mai (mai) senza aver finito tutto per conto mio. È un mio cruccio dovuto al fatto che tanta gente è costretta a fermare gli aggiornamenti per i diecimila motivi che possono sopraggiungere, e siccome io non sono capace di lavorare sotto pressione prferisco avere i miei tempi. Forse è questo che trae in inganno la gente, abituata agli autori che scrivono e pubblicano subito?

D:Domanda difficile: tra tutte queste ce n’è una a cui sei particolarmente legato? Parlacene un po’ e spiegaci perchè.
R:Beh, se queste sono domande difficili XD tante volte ho letto di autori e autrici (più autrici) che si affezionano ai propri personaggi, e le invidio molto… io non riesco, infatti, ad affezionarmici. Una volta finita la storia, è chiusa lì ed è difficilissimo che possa tornarci, perché poi entra nel mio cervello il meccanismo: “Ehi, dobbiamo scrivere una nuova storia!” e via con la successiva. Fra quelle che ho concluso, però, sicuramente sono legato ai Crossover, perché è da lì che ho cominciato (e hanno un assoluto bisogno di editing) e per le originali ce ne sono due a pari merito:
1)”Kaden e le Fontane di Luce”: è un esperimento, un ibrido che non è fantasy, ma nemmeno fantascienza. È semplicemente la storia di un ragazzo che ad un certo punto si ritrova ad essere il più grande ricercato di un’Australia post apocalittica divisa in tre regni, ciascuno dei quali legato alla potenza benefica delle Fontane di Luce, le quali infatti sono state chiuse. Kaden però riesce per caso ad aprirne una (uccidendo di conseguenza il re legato a questa) e da qui si parte al disperato tentativo di aprire le altre due e liberare l’Australia stessa dalla tirannia. Ne sono molto affezionato perché sono anni che provo a raccontare questa storia, ma ogni volta c’è sempre qualcos’altro che potrei dire, o punti poco approfonditi XD per i fantasy non basta una vita, davvero. Tolkien aveva ragione.
2) L’altra storia a cui sono legato è il Romanzo Rosanero. Potresti dire: perché “Rosanero”? È un gioco di parole: il romanzo è “rosa” (ovvero due tizi si incontrano e si perseguitano come in tutte le love story), ma… “rosanero” perché richiama i colori sociali della squadra di calcio di serie A della città in cui è ambientata e dove sono nato. Mi piaceva l’idea di regalare ad EFP una storia del genere, prima di andarmene, ecco. La trama racconta di Calogero e Cetty (abbreviazione di Concetta) che si incontrano per caso e… “poi ti amo e poi ti odio e poi ti amo”, eccetera, sullo sfondo la vera protagonista di questa storia, ovvero il capoluogo siciliano, che vale assolutamente una visita da turista, ma viverci non se ne parla nemmeno.
D:Preferisci le storie brevi o quelle a più capitoli?
R:Dipende quanto ho voglia di raccontare. Se il pezzo a cui sto lavorando richide una one shot, tale sarà. Confrontandomi con gli altri, sento dire spesso “Ah, ma io sforo”, “Ah, le One Shot è diventata un romanzo a quattro volumi da 1000 pagine!”; invece io non ce la faccio, non riesco a sforare giammai, perché… boh, la storia mi parla (?) e seguo solamente i suoi ordini.
D:Come superi il blocco dello scrittore?
R:Quale blocco dello scrittore? XD Io ho una mia teoria: ciò che noi diciamo “blocco” è soltanto un’auto/convincimento che quella storia non “possa” essere scritta. Un po’ come quando ci provi col ragazzo o la ragazza che ti piace e non ci parli nemmeno. Provate a verificare: il documento Word (oppure il taccuino/quaderno/WordPad/papiro/dinosauro) che state usando non vi dice assolutamente nulla. È bianco, e attende solo un ordine. Ordine che… verrà mai? E se poi le distrazioni della vita ci impediscono di scrivere? Forse ci lasciamo condizionare troppo. Come dice il mago “Il trucco c’è ma non si vede”, e sta appunto nel svuotare la mente e… come dici? Svuotando la mente abbiamo un’esporessione ebete e non scriviamo niente lo stesso? Sarà per questo che nell’ultimo capitolo ho scritto “Qhvgwsmg” e l’ho fatto diventare una specie aliena?

Comunque sia, davvero, il modo migliore per superare il blocco dello scrittore è… scrivere e non pensare ad altro, se non alla cosa che vuoi dire e alle emozioni che vuoi suscitare.
D:Fandom o Originale? Fandom preferito?
R:Originali, assolutamente. Va bene, i Fandom sono belli e ti fanno fare tanta palestra, ma per chi come me segue un sogno prima o poi si dovrà confrontare con qualcosa scritto interamente da sé, dalla trama fino al panettiere sulla destra.

Detto questo, il mio Fandom preferito è Dragon Ball. Insomma, ci sono cresciuto XD è impossibile che non mi piaccia. Goku, Vegeta, Freezer e tutti i pugni, con tutti i risvolti psicologici che uno vuole vederci! Insomma, un bel fandom pieno di spunti interessanti. Uno su tutti: “Ub può usare il Kaioh Ken perché glielo ha insegnato Goku?”
D:Sei uno dei pochi maschietti di EFP, come ti fa sentire? XD
R:Sono stato definito “panda”, quindi mi sento tale XD magari non un panda morbido e coccoloso (preferisco sparare laser verdi dagli occhi), ma sicuramente stare in mezzo alle ragazze mi ha fatto crescere tanto, sia dal punto di vista creativo che da quello umano. Ci sono decine di autrici bravissime che seguo o che ho seguito e spero davvero che pubblichino, prima o poi. E non è una sviolinata, lo penso davvero!
D:Hai mai pensato di abbandonare EFP? E il mondo della scrittura in generale?
R:Beh… ho pensato di abbandonare EFP e in effetti l’ho abbandonato, come ho detto prima. EFP, esattamente come Wattpad o qualsiasi altra piattaforma amatoriale, è una bella palestra. Formativa, socializzante, piena di difficoltà, ma pur sempre una palestra. E a un certo punto, prima o poi, si sente il bisogno di andare a combattere nel mondo vero, misurarsi con chi se ne intende davvero e cercare di conquistare il proprio spazio “nel cerchio della vita” e diventare professionisti, o perlomeno io la vedo così. Poi ovviamente se uno intende la scrittura come uno sfogo personale e niente di più, EFP va benissimo.
D:A quale progetto stai lavorando ora?
R:Al momento sono impegnato in due lavori, tralasciando le cose che ho sospeso: il sequel del “Romanzo Rosanero”, una serie del tutto nuova con altri personaggi, e soprattutto “Le avventure dell’Uomo Ape”, ovvero secondo le mie intenzioni “L’opera più bella che possa mai fare”. La storia di un uomo che diventa una specie di super eroe, il tutto raccolto in Novanta capitoli… anzi cento Emoticon grin chissà cosa vuol dire?
D:Che rapporto hai con gli altri autori? Sei un lupo solitario o ti sei fatto qualche amico/fan?
R:Nonostante il mio carattere “reale” comunichi altro, ho deciso che perlomeno il mio alter ego non debba essere solitario, né solo: ecco perché ho deciso di buttarmi nella mischia e negli anni credo di aver raggiunto, se non un’amicizia, perlomeno una conoscenza gradevole di alcune persone, provenienti da tutta Italia e perlopiù ragazze, come certo potrai immaginare. E non è che anche tu sei anche mia fan? Eh? Eh?

E poi diciamocelo: come si accorgerebbero di te gli altri se te ne stai sulle tue?
D:Mai avuto recensioni negative? Come hai reagito?
R:Oh, sì, eccome. Dalla stroncatura del mio fantasy fino alle critiche sul mio stile. Tuttavia, sono sempre state critiche costruttive e mai insultanti. Lo so e non possono che fcarmi bene, ma forse sono troppo sensibile per poter reagire “bene” sin da subito, così appena ricevo una bandierina bianca o rossa non smetto di rotolarmi e disperarmi per diverse ore. Che incubo! Per fortuna fa tutto parte della crescita, perciò non disperiamoci se riceviamo una critica costruttiva!

D:E ne hai mai lasciate?
R:Sì, quando lo ritengo necessario e quando so che l’autore o autrice ha davvero qualcosa da dire. Ad esempio non ho mai recensito le classiche “fyccyne”, che sarebbero da bandierina rossa tutta la vita. Sarebbe una perdita di tempo, secondo me, e lascio farlo infatti a chi ha più voglia di me.

D:Sei legato alla recensione? O sei uno di quelli che “io scrivo per me, non mi importa se gli altri leggano o recensiscano”?
R:Avanti, diciamocelo chiaro: nel momento in cui tu pubblichi su internet, vuoi essere letto. È inutile andarla a raccontare in giro, io non me la bevo di certo. Altrimenti resterebbero in qualche modo private, le tue storie, no?

Inoltre, vuoi o non vuoi, prima o poi leggerà ciò che scrivi, che sia uno status oppure una storia potente, quindi sei esposto all’elogio o al pubblico ludibrio.

Fatta questa premessa certo, è strafigo quando qualcuno decide di darti una possivbilità e si mette a leggere ciò che hai scritto, ma non ne sono dipendente. Nel senso che: “Ecco, questo è quello che so scrivere: leggetemi e sarete letti (davvero, ricambio le recensioni!), non leggetemi e amici come prima” (sì, Paola e Chiara docet)
Parliamo un po’ di te, fuori da EFP (o dalla scrittura, ndr):
D:Che fai nella vita?
R:Allora! Salve a tutti, mi chiamo Andrea, ho… SEDICI… sì, dai, fammelo tenere… *sob* e va bene, ho VENTICINQUE anni e vengo da Palermo. Sono un ragazzo che ad un certto putno, quando ormai la sua strada sembrava segnata (mi sono diplomato al nautico e tutto lasciava supporre che mi sarei imbarcato come capitano di lungo corso, esattamente come Francesco Schettino… anzi, non proprio come lui, spero) nel dicembre del 2009 aprii un documento Word, con in testa una domanda:

“E se tutti i personaggi morti dei fandom che seguo si incontrassero tutti nello stesso posto?”

Ecco che prendono il via i Crossover, in tutto diciotto. Da allora sono passati più di sei anni e oggi come oggi posso dire di essere uno scrittore “self”. No, i selfie non c’entrano nulla. Gli autori self sono coloro i quali hanno detto no alle case editrici e si sono dati alla pubblicazione degli E-Book, ovvero i libri digitali auto prodotti. Il sogno è quello di pubblicare cartaceo, però, quindi mi sono mantenendo come insegnante di doposcuola, per raggiungere questo obiettivo: fare de “Le avventure del Puntatore” un libro che possa essere letto. Le avventure del Puntatore ovviamente parla delle vicende del Desktop, narrate dal punto di vista del cursore bianco. Se ne parlerà per anni, diventaerò Faraone con questa storia! Spero.
D:Le persone che ti stanno intorno sanno che scrivi?
R:Sì, ma non ci credono tanto. Voiglio dire, ne ho parlato con mio padre e la sua compagna, ma mi prendono in giro, come se non fosse una cosa del tutto seria. Tuttavia, a dispetto di quel che si crede, il progetto Aven cresce, e questo posso dirlo senza tema di smentita.

Per quanto riguarda gli amici, scelgo con molta attenzione a chi dirlo, per non dover fare lo stesso errore di cui sopra.
D:Come impieghi il tuo tempo libero?
R:Dando ripetizioni di dopo scuola, facendo passeggiate, leggendo libri e da qualche tempo frequento un gruppo di Nerd palermitani quanto me. È un bel progetto che fa tanti eventi, non pensavo ce ne fossero così tanti in questa città! Eppure sono lieto di ricredermi.
D:Ti è mai capitato di fare una gaffe? Raccontacela, facci ridere un po’ 😉
R:Gaffe di che tipo? Di quella volta che, seguendo una scolaresca diversa, mi ritrovai solo e sperduto in quel di Pisa, sotto una pioggia torrenziale? Oppure di quando, in crociera, nello scendere le scale subacquee dell’idromassaggio sono scivolato facendo acqua ovunque?

Per quanto riguarda la scrittura, l’unica gaffe che posso dire è stata quella di aprire un account su EFP. Non pensavo di fare tutto questo casino e anche dopo mesi da quando ho lasciato vanto ancora cento fan che mi hanno messo fra i preferiti. Non male no?
D:Qual è il tuo sogno nel cassetto?
R:Pubblicare cartaceo. Voglio diventare uno scrittore famoso, in modo da guadagnarmi da vivere secondo quello che mi piace fare.

 

 

 

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2 pensieri su “Su di me: intervista del 23 maggio

  1. Ovviamente non si può certo commentare un’intervista che parla di te e delle tue storie, ma ci tenevo a dirti sia che ti seguo sempre, sia che mi fa piacere quando ci sono pezzi più “biografici” (anche se legati a tag o altre occasioni, come in questo caso), perché ci permettono di conoscere un pochino di più Andrea e, siccome dopotutto è una brava e fantastica persona, ne vale sempre la pena ^^
    Viviana

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