Le avventure del fuoco.

LOLLA

Questa storia partecipa alla sfida denominata “24 storie in 24 ore” indetta da me stesso in cui io solo sono il partecipante.

 

Quel giorno stavo lì, guizzando sui bracieri facendo i fatti miei.

“Dimmi, a che cosa può pensare il fuoco?”

Beh, direi a tante cose. Pensavo a come un gruppo di bracieri si surriscaldino fino a darmi vita, appunto. Oppure a come io possa vivere sotto forma di fiammella, tutte le volte che si innesca un accendino.

Poi pensavo anche che… insomma, voglio smetterla di ustionare le persone! Capito, Aria?

“Oh, che pensiero gentile! Ma guarda, sta arrivando un gruppo di braciole che non vedono l’ora di essere cotte!”

“Oh sì! Cuoceteci vi prego, sentiamo freddo!”

Rifletto intensamente, anche se visto da un occhio poco critico potrebbe sembrare che io mi stia limitando a muovermi sinuosamente. In realtà, la mia appena avvenuta crisi di coscienza mi limita non poco.

“Ma… ma io non voglio ustionare più nessuno! Meno che mai voi fettine che colpa non avete se non quella di essere fatte per essere mangiate!”

Noto che le fettine si guardano attorno perplesse.

“Ma… Fuoco! Servi proprio per bruciarci! Dobbiamo bruciare, crude facciamo venire la salmonella! E poi diciamocela tutta: se non cuoci, a cosa servi?”

A questa domanda non rispondo a voce alta, piuttosto mi perdo nei miei ricordi:

“Ero al centro di una caverna, forte e flessuoso. Molti uomini primitivi mi additavano come se fossi una cosa veramente interessante, e battevano le mani, grattandosi ogni punto del loro corpo peloso. E lì mi sentivo invincibile, facendo spaventare gli animali. Tuttavia una volta successe che un leone entrò dentro di me e diedi vita al Leone Fiammante, un creatura leggendaria ma che durò solo pochi minuti”

—-

Fuoco nel fuoco, sono gli occhi tuoi dentro ai miei. È vero, ricordo ancora quando fecero quella canzone, e io mi sentii star musicale. Immaginatevi me, bella presenza sul palcoscenico di San Remo presentato da Pippo Baudo e con Beppe Vessicchio a dirigere l’orchestra! Sicuramente avrei vinto, perché tutti hanno paura del fuoco. Il problema è che non ho mai preso lezioni di canto”

—-

Io sono fuoco… io sono morte!”

Così si presenta il perfido drago. Pensate che potenza, fuoriuscire dalla bocca di questa creatura imponente e mietere vittime ovunque io passi! E dire che basta solo l’acqua a spegnermi!

“Ehi, ci sei? Ehi!”

Le Braciole mi riportano alla realtà.

“Eh, quante ne ho passate! Sono stato guerriero, pompiere, cantante e adesso mi ritrovo a fare il cuoco. Ma un giorno verrà il momento in cui io, Fuoco, diventerò POETA!”

“Guarda che già esiste Se fossi fuoco” mi fa notare una Braciola, rilassata fra le mie fiamme, con in mano una tavoletta di quelle che raccolgono i raggi per una migliore abbronzatura.

“Maledizione!” esclamo. C’è qualche mestiere inesplorato?

 

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2 pensieri su “Le avventure del fuoco.

  1. Anche se il mio elemento è l’acqua, ho apprezzato tantissimo questa storia con il fuoco che, nella top4, è il secondo. E poi, le grigliate sono meravigliose, chi potrebbe resistere…?
    Bravo!

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