L’urlo della notte giovane.

LOLLA

Questa storia partecipa alla sfida denominata “24 storie in 24 ore” indetta da me stesso in cui io solo sono il partecipante.

“WOOOHOOOO!”

È molto bello urlare senza motivo. Lo farei sempre, se non fosse che le persone che dormono reagiscono in malo modo.

“Ehi, che hai da urlare tanto?” chiede l’operaio della fabbrica.

“La notte è piccola per noi, troppo piccolina” dico, ancora su di giri.

“Ma sei TU la notte stessa, stolta!” risponde a tono l’operaio, tirandomi addosso il cuscino e tornando a dormire dunque senza di questo.

Beh, non dico di essere sfavorevole ai lanci del cuscino, ma ognuno dovrebbe avere il diritto di urlare.

Soprattutto di notte! Yu-uuuh! facciamo AFTER facendoci ogni minuto SELFIE nei pub pubblicandoli poi su INSTAGRAM, su!

“E fammi indovinare, andrai pub dopo pub andando in giro con scarpe arancioni e con i risvoltini?” mi chiede la luna.

“Eh, certo! Normalissimo! Perché io sono GIOVANE! Perché non vieni anche tu?”

La Luna però rimane composta al suo posto. Strano, di solito è lei la più casinista, con quel suo Alta Marea e Bassa Marea che fa tutto il giorno.

Comunque anche io sono giovane e non sarò da meno. Io sono la NOTTE!

“Ehi, Orsa Maggiore? Hai visto questa nuova Webstar? Non è fichissima?”

L’Orsa Maggiore si limita a urlare tutto il suo disprezzo e io sono costretta a fuggire.

“Ehi, costellazione dello Scorpione! Ti va di bere un mojito?”

“Se non te ne vai ti faccio bere l’assenzio puro!”

Quanto sono antipatici stanotte. Allora mi sa che andrò a disturbare la società da sola con la mia gioventù latente.

Mentre passeggio, vedo un bus notturno deserto.

“Scusa bus, come mai giri attorno alle vie se nessuno sale su di te?”

Il bus ridacchia. “E chi ti dice che io sia deserto? E se stessi ospitando tanti soggetti morti e io mi stia dirigendo verso il cimitero? E se io stesso fossi solo un ologramma?”

Vero. Non ci avevo pensato! Ma il bus non ha bisogno di risposte, perché continua il suo monologo: “Prendi ad esempio John Smith, quello seduto alla terza fila, che tiene poggiata una ventiquattrore sulle ginocchia. In realtà lui è morto nel 1967. Si è tagliato con un foglio di carta e ha perso così tanto sangue da allagare tutta la stanza. Prende questo bus perché avrebbe dovuto prenderlo se non gli fosse capitato quanto detto”

Oppure Amanda Valentine, seduta dietro di lui. Lei è stata sbranata da un feroce tirannosauro. In realtà avrebbe dovuto preparare la zuppa di matite, ma dal momento che è morta farà sempre lo stesso viaggio. E poi…”

“Sì, ok, bus del terrore, basta così” lo interrompo facendolo andare verso il suo viaggio verso… boh, chissà.

Nel frattempo le ore passano e io mi sento vecchia. Mi sa che i momenti pieni di stelle laser, pub giganti e discoteche cannibali è finita.

“Appunto, ora arriva il sole giallo! Buongiorno!”

 

 

 

 

2 pensieri su “L’urlo della notte giovane.

  1. Per me è “la notte è piccola”, l’ho canticchiata per tutto il tempo che ho impiegato per leggere la storia. E l’autobus pieno di fantasmi (storia nella storia *-*)? Mi ha ricordato un sacco un racconto che ho letto da piccola, credo di Philip Pullman, anche se lì era un treno di morti. Vabbè, tutto per dire che di notte le cose sono millemila volte più interessanti ^^
    Viviana

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