Le avventure della grammatica/49

Il Natale dell’Italiano

“Maestra, ma com’è nato l’italiano?”

La domanda non capita per caso. Avevo la sensazione che prima o poi sarebbe uscita, anche perché ho preso l’argomento della nascita dell’italiano.

“Beh, bambini, dovete sapere che l’Italiano non ha una data precisa di compleanno, come per dire ehi! Questo è il mio compleanno, imbecilli! No. Diciamo che è una cosa che si è evoluta nel tempo…”

Flashback.

Era una tranquilla giornata estiva in quel dell’Italia, insomma. All’incirca. Non c’era un’Italia in cui stare, ma tanti piccoli staterelli.

E sta di fatto che a un certo punto il Latino si è stufato di esserci. Era lì dai tempi dei Romani, e ormai aveva perso quella brillantezza che gli aveva garantito la sopravvivenza per tutto per quel tempo. Diciamo che l’inquinamento e un po’ di vecchiaia hanno fatto la loro parte.

Così, dopo la partenza del Latino verso i Tropici, laddove si è riciclato nella danza, la penisola è rimasta però senza lingua.

O meglio, c’erano un sacco di dialetti che si accapigliavano per conquistare quel posto vacante e divenire la lingua “ufficiale”.

Ma per poco tempo, anche perché per comunicare non bastavano i segni, e per quanto riguardava la scrittura era necessaria anche lì una lingua riconoscibile, invece degli scarabocchi. Ma che lingua usare? Il celtico? Il bizantino? Il francespagninglesco?

“No!” esclamò un messere. “Adesso estraggo dal freezer il volgare fiorentino e faccio una lingua che vada bene per tutti!”

Così, impegnandosi e rifiutando tutte le influenze che derivavano da tutti gli altri volgari, per una serie di problemi nacque l’italiano. Certo, un italiano fin troppo colto, e coloro che sono considerati i padri della lingua italiana ci marciavano su, ma a noi non interessa alla fine. Ciò che conta è che la penisola, seppur spezzettata, ha la sua lingua, che ovviamente adesso è molto influenzata.

Fine Flashback.

“Etcì”

Salute!

“Grazie… sniff! C’è qualcuno che sta parlando male di me, me lo sento!”

Ma no, lingua italiana. È perché si ritiene che la tua nascita sia talmente interessante da potere esser insegnata a scuola, quando invece è solo un’evoluzione talmente noiosa che sarebbe meglio dire “Guardate! La Lingua Italiana è nata da un uovo covato da un drago e si è messa a trucidare tutte le lingue che c’erano prima con uno spadone di fuoco”, piuttosto che raccontare la verità.

“Hai ragione. Allora da ora in poi dirò proprio così: l’italiano è nato da uno starnuto!”

No, in realtà no… non hai capito il senso. L’Italiano che non sa parlare la sua lingua! Non è buffo?

”No.”

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