La guerra degli ananas.

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C’era una volta un ananas. Sapete, si credeva anche simpatico.

“Ehi, raga, come siamo spigolosi oggi! AHAHAHA, spigolosi!”

*nessuno ride*

“Beh, torno più tardi”

Tuttavia, un giorno, decise di mangiare i suoi stessi simili perché aveva fame.

Attenzione, non una fame qualunque, ma una fame mai vista e inedita prima. Un qualcosa che non trovi alle bancarelle, insomma.

“Caspita, che fame” disse. “Un momento…” si guardò attorno. “Noi siamo pieni di succo dentro! Perché non approfittarne?”

Certo, l’ananas ebbe delle remore. Perché mangiare i suoi simili? Era giusto? Sarebbe stato eticamente corretto? Poi, sarebbe andato al paradiso delle Papaye o all’inferno delle prugne secche?

La cosa migliore da fare era dunque chiedere lumi al Cactus Saggio, ovvero un cactus come li si poteva trovare in quel periodo nei canyon.

“Scusami, cactus” disse dunque l’Ananas simpatico presentandosi.

“Eh” rispose l’interpellato, distraendosi in continuazione a causa delle numerose balle rotolanti dei deserti rocciosi.

“Ho fame e voglio mangiare i miei simili ananas. Posso?”

“Certo, è la natura purtroppo” rispose il cactus, guardando un condor pasteggiare su un cadavere.

L’ananas, credendosi autorizzato dalla grande saggezza indiscutibile del grande cactus saggio prese a cibarsi di tutti i suoi compagni.

Uno dopo l’altro, e senza neanche sbucciarli perché ovviamente essendo un ananas selvatico non sa che prima vanno sbucciati, prese a morderli diventando un serio problema per il FruttaPol, la Polizia fruttariana, che si serviva di dischi volanti.

“Eh! Un ananas sta cannibalizzando i suoi simili! È inaudito! Dobbiamo mandare la Mummia Mutante per fermarlo!”

Così disse il Sergente Pera, e andando in Egitto rapì una delle mummie e la mandò nei Tropici a risolvere il problema.

Uooooh…

Uoooooh…

“Che cos’è questo suono?” si chiese l’Ananas, mentre pasteggiava con l’ennesimo suo simile.

Uoooh…

Uooooh…

“Ehi, sono un mostro!” esclamò la Mummia, lampeggiando con gli occhi.

“AAAAH UNA MUMMIA! Beh, non mi fai paura” rispose pronto l’ananas, ma in realtà stava già perdendo le foglie, una dopo l’altra.

“Tu non mangerai più gli ananas, intesi?” spronò la Mummia, porgendogli una scatola di Tuc. “se hai fame, mangia questi”

E da allora, spaventatissimo, l’ananas mangiò solo Tuc.

 

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