L’Uomo Campanaccio e i sapori.

C’era una volta l’Uomo Campanaccio.

Si chiamava Gregory e non era molto chiaro perché avesse deciso di indossare un campanaccio come collana, tuttavia lo fece e quindi anche lui poteva essere annoverato nella categoria dei super eroi, anche solo per questo motivo: sfido qualunque cattivo a rimanere indifferente al rumore sordo di questo oggetto!

Gregory abitava in un paesino sperduto sulle montagne, lì dove l’aria era pulita e la cucina era ottima. Purtroppo però non se ne parlava di raggiungere altre città, perché il paese stesso impediva qualunque contatto con la gente esterna. Si poteva disporre solo di un unico pullman, che arrivava una volta al mese, se non era rotto.

Ma, a parte quello, si viveva bene.

Un giorno, venne fermato da un cuoco molto simpatico.

“Ehi, fermo Gregory!”

Tutti conoscevano la sua identità segreta. A onor del vero, era difficile non notarlo, dato che il campanaccio copriva perlomeno gran parte del suo petto, e ogni tanto alcune vecchiette entravano nella chiesa del paese credendo che a suonare fosse la campana.

“Sì, mi dica” disse lui, voltandosi e facendo un rumore insopportabile.

“Vuoi assaggiare la mia zuppa di pesce?”

Gregory ebbe un attimo di perplessità. Come poteva esistere un’insalata di pesce in montagna?

“Li ho fatti con i pesci di montagna volanti!”

Ah. Ora tutto si spiegava.

“E va bene, vediamo un po’”

Accettò dunque ed entrò nella cucina del simpatico cuoco, che si chiama Cuoco Arnoldo e soprattutto coltivava l’hobby della filatelia. Una volta aveva cucinato un raviolo quadrato e lo aveva scolpito in modo da ricordare il francobollo in voga nella città.

Quel giorno invece aveva catturato un po’ di pesci volanti blu tipici della regione e li voleva far assaggiare all’Uomo Campanaccio, divenuto eroe del paese grazie alla recente vittoria contro Pistacchio Man, l’uomo che voleva rinchiudere i suoi nemici dentro i gusci di pistacchio.

Lo aveva sconfitto semplicemente facendolo diventare sordo.

Il cuoco Arnoldo si sfregava le mani. “Non vedo l’ora di conoscere il tuo verdetto!” esclamò entusiasta. Gregory, dal canto suo, vide una pentola dove bolliva del brodo con dentro un po’ di pesci. Improvvisamente, una mano umana spuntò da quell’intruglio.

“La mano è compresa nella ricetta?” chiese Gregory.

“Ovvio, altrimenti a cosa ci si riferisce quando si dice La ricetta ha quel tocco umano che ci piace tanto?”

Gregory prese il mestolo e, raccolta una porzione di brodo facendo bene attenzione alla mano che desiderava entrare, assaggiò.

Si sentì strano: quel brodo aveva uno strano sapore di pistacchio, oltre che di mano.

Gregory guardò perplesso il cuoco e, con suo sommo stupore, questi si tolse la maschera di gomma.

Era lui! l’uomo pistacchio!

“MUHAHAHA! Ho rapito il vero cuoco Arnoldo e mi sono fatto fare questa zuppa di pistacchi!”

“Ma non erano pesci quelli?” chiese Gregory, dimenticando che ormai Pistacchio man era diventato sordo, così quest’ultimo proseguì “E adesso, dato che sie in trappola, verrai RINCHIUSO in uno dei miei gusci! Quale scegli? La 1, la 2 o la 3?”

In effetti, alle spalle di Gregory c’erano tre gusci di pistacchio a grandezza umana, aperti in modo da potere entrare. Ma lui mica voleva entrare!

“In questo caso c’è solo una cosa da fare! Chiamare COWOMAN! La donna mucca!”

Gregory fece oscillare il campanaccio per chiamare dunque Sarah, l’eroina del villaggio.

Costei entrò dal soffitto come se avesse sempre saputo di entrare in scena.

“Sono COWOMAN, la donna mucca! E adesso, beccati questo latte!”

Dal dito indice sinistro, partì un copioso quantitativo di latte che bagnò Pistacchio man, il quale con un urlo disperato, fuggì via: il latte non va via facilmente in fase di lavaggio, a parte la puzza.

E così da quel giorno in poi L’Uomo Campanaccio e la Donna Mucca sorvegliarono la cittadina da possibili eventuali altri attacchi.

 

 

 

 

 

 

 

 

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