Il Giaguaro e il bon ton.

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Ecco una rappresentazione grafica di quello che sto per scrivere. I tramonti in Sudamerica sono SEMPRE arancioni, come si sa, e i soli sono sempre enormi.

Quel pomeriggio il giaguaro Clodovindo era stra sicuro di poter mangiare un sacco di animali. Innanzitutto glielo comunicava la particolare presenza di selvaggina, in secondo luogo quel giorno si sentiva davvero motivato.

E poi erano giorni che non faceva un banchetto come si doveva! Insomma, doveva recuperare.

Eccoli lì, tutti i pesci che parlavano dei fatti propri mentre l’acqua li portava verso dove non si sapeva.

A lui sarebbe bastato solamente pescarli e credetemi se vi dico che aveva già l’acquolina in bocca. I pesci potevano essere anche cotti alla brace, o messi al forno. Alla griglia, in padella… i pesci si prestavano a molte varianti.

Insomma Clodovindo era pronto.

“Ehi!”

Qualcuno lo chiamò. Sperando intensamente che non fosse la sorella Pancrazia, ovvero colei che trovava sempre una scusa per non fargli fare i banchetti, si voltò molto lentamente.

“Che succede?”

“A quanto pare qui si sta preparando un banchetto., Ahi, ahi, mio caro Giaguaro! Innanzitutto, prima di preparare un banchetto, bisogna scegliere con cura il desco”

L’umano che stava parlando o era completamente folle, oppure stava parlando davvero con lui cercando di insegnargli il galateo.

“In secondo luogo, vedo che non hai nemmeno un piatto e le posate! Come credi che si mangi, in aria?”

Clodovindo cominciava a sentirsi piuttosto a disagio, ma l’umano non pretendeva una risposta. Piuttosto, estrasse dalla sua borsa di pelle un piatto fondo e lo poggiò sulla riva del fiume.

“Ecco, ti presto il mio piatto. Potrai poggiare i pesci qui e mangiarli come si conviene”

Se avesse avuto qualcosa da dire, Clodovindo non avrebbe potuto esprimerla, perplesso e confuso com’era.

L’umano lo stava fissando incoraggiante. E se mangiasse lui al posto dei pesci?

“Dirò solo una cosa” disse infine. “Che senso ha poggiare il cibo su un piatto quando puoi mangiarlo direttamente con le mani? Non è lo stesso dilemma che si presenta con la pizza? Che, la pizza la mangi con la forchetta?”

L’umano fece spallucce. “Allora, se non ti serve, smetterò di insegnare agli animali il bon ton, visto che non vogliono capire”

E se ne andò, lasciando a Clodovindo il piacere di distruggere il galateo.

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2 pensieri su “Il Giaguaro e il bon ton.

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