La coccinella a scuola.

C’è stata una coccinella che ad un certo punto decise di andare a scuola.

“Ora basta, mollo tutto e mi faccio una cultura!” esclamò la coccinella, a nessuno in particolare.

Per quanto riguardava la scuola, ce n’erano tantissime da poter scegliere: elementari, medie, superiori… tanto, chi l’avrebbe cacciata fuori? A parte che le coccinelle portano fortuna, nessun umano si sarebbe accorto di lei, se stava tranquilla ad ascoltare.

Decise dunque di invadere una scuola, che sembrava così imponente ed impenetrabile, tuttavia la trovò vuota.

Deserta. Vacante. Non c’era anima viva.

“Ma… che succede? Non ci sono lezioni, interrogazioni, compiti? Avevo sentito dire tantissime leggende nere sulla scuola e poi non mi ritrovo nessuno! Tu, Scarafaggio, che ne dici?”

Uno Scarafaggio che era lì di passaggio parlò con la sua voce mortifera e profonda “Prova un po’ a guardare il calendario…”

La Coccinella diede un’occhiata e lesse 2 AGOSTO.

“Eh, siamo al due di agosto. Ebbene?”

“EBBENE?” urlò lo Scarafaggio. “ma come? Non sai che le scuole chiudono facendo degli edifici un ottimo ritrovo per noi fan sfegatati dei parties?”

Detto quello, partì una musica da dentro un buco del muro in cui la coccinella riuscì ad intravedere un manipolo di scarafaggi che ballavano. Allora non erano così infernali, almeno non fra di loro.

Tuttavia, la Coccinella aveva ancora il desiderio di imparare, anche se le scuole erano chiuse e non sapeva quando sarebbero riaperte, poiché lo Scarafaggio non lo aveva detto.

Vagò per i corridoi enormi per un bel pezzo finché non entrò in quella che sembrava una classe vuota.

Trovò banchi, sedie, una lavagna con su scritto qualcosa che non sapeva leggere, e tutt’attorno una serie di cartelloni. Uno di quelli, aveva su disegnata una mappa.

“Uff… ma non so leggere nemmeno le mappe! Anzi, non so leggere niente di niente! E io che volevo imparare!”

“A chi lo dici” disse una formica. “Io non ho mai fatto un giorno di scuola, perché usciamo solo in estate. Così noi formiche ci siamo convinte che le scuole in realtà non esistono e questi edifici sono abbandonati”

Da qualche parte si sentì un un sospiro vago, forse di un fantasma di passaggio.

Così la coccinella, mesta, andò a ballare con gli scarafaggi al ritmo di musica.

 

 

 

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2 pensieri su “La coccinella a scuola.

  1. Deve fare uno strano effetto la scuola vuota, sai? Perlomeno, quella manciata di volte che mi è capitato di entrarci in un momento in cui non c’erano lezioni, è sempre stato… strano. A metà fra l’edificio abbandonato e l’entrare in un posto proibito, in cui SAI di dover essere in quel momento.

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