Guardaroba letteralmente.

“Tu! perché cerchi di fuggire?”

“Non sto fuggendo, devo solo vestire il corpo del nostro padrone!”

“Sarà”

Ah, già, non mi sono presentato. Sono il Guardaroba, guardo le robe. Diciamo che ogni giorno è un disastro, fra mani che cercano vestiti e indumenti che spariscono per diversi giorni, ma tant’è, è un lavoro come un altro, in questi tempi di crisi.

“Anche perché l’elettricista non lo sai fare, EH?”

“Silenzio, camicia, non parlavo con te!”

Stavo dicendo che appunto, quando ho accettato di fare questo lavoro, dacché prima ero un albero, non credevo che gli indumenti avessero una vita così frenetica. E inoltre il mio principale mi aveva avvisato:

“Ricorda, se accetti questo lavoro dovrai guardare sì le robe, ma…” e si era interrotto lasciandomi col dubbio. Ad ogni modo, adesso mi sto veramente scocciando!

“Oh, no! Anche tu, Pantalone?”

“Sì, anche io me ne vado! Ahaha, vado a vedere il mondo e tu no! gnegnegné!”

Mi sento ferito nel profondo, come se qualcuno mi avesse rigato le ante.

“Beh, io l’ho già visto il mondo. Ti ricordo che per un periodo ho fatto anche la fotosintesi clorofilliana!”

Ma il pantalone non vi crede. “Ah, sì? E in che modo?”

Ecco. Questo non me lo ricordo, il che vuol dire che sono troppo armadio per tornare ad essere un albero… ehi, ma che sto dicendo? Qui stanno arrivando altri vestiti? Felpe, maglioni, camicie e canottiere!

“Yu-huuu! è qui la festa?”

Qualcuno mette un pallone luminoso e tutti cominciano a ballare, senza che io possa fare nulla. Le ante si tirano, non si spingono, quindi non posso picchiare tutti.

E poi… ohibò! La giacca da sera pomicia col pigiama! Orrendo!

No, a questo punto urge trovare una soluzione, anche se poi le mani che mi aprono la prendono loro.

“Siamo noi che comandiamo, stolto!”

Ed hanno ragione. Tutto si placa, quando mi apro, per poi riprendere da dove si era lasciati. Anzi, peggio: la cravatta beve un sorso di [un alcolico a piacere] e si mette a vaneggiare su una sua avventure con le calze che per di più abitano nei cassetti! Mamma mia!

Non era meglio se restavo albero?

Poi, mi apro un’altra volta.

“Thomas! Si può sapere perché non metti ordine nei tuoi vestiti? Vuoi che ti picchio?”

“Ma mamma, io sono ordinatissimo!”

Ma che ordinatissimo, penso. Qui c’è il casino per antonomasia.

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2 pensieri su “Guardaroba letteralmente.

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