L’anaconda affamata e il coniglio a dieta.

L’anaconda.

Striscia, perlopiù. Sibila, anche. Il suo strisciare minaccia chiunque le stia vicino, quindi posso dire che non viene certo giù dai monti per ritrovare la sua coda, anche perché un rettile come lei non può in  nessun caso perdere la sua coda.

E oggi peraltro è anche giorno di festa. È l’inizio della primavera, e i conigli gironzolano indisturbato, respirando i vari profumi del bosco, sterco di cavallo compreso.

L’anaconda l’ha già visto. È lì, che annusa ovunque, si schifa del succitato sterco e va a caccia di carote.

“Eccoti” annuncia dunque il serpente al coniglio, che si chiama Geronimo e ha una passione per gli ortaggi.

“Eccomi” risponde quello, guardingo. Sa bene che l’Anaconda vuole solo mangiarselo, quindi la cosa migliore è prendere tempo.

“Ho intenzione di mangiarti, quindi poche storie ed entra nella mia bocca, aaaaaah” e spalanca la bocca per far sì che il coniglio possa entrare.

Quest’ultimo però scuote la testa. “Se hai intenzione di offrirmi il pranzo…”

“Sì, solo che tu sei il menù” interrompe l’Anaconda, che si chiama Gustava.

“… Ecco, sappi che sono a dieta” conclude Geronimo, come se non avesse sentito.

“Sei a dieta anche quando devi essere tu a essere mangiato? Ma in che mondo viviamo?” si chiede l’Anaconda, che allibita si guarda ovunque e quindi tende a girare su se stessa. “Senti, fatti mangiare, così potrai smetterla con queste assurdità!”

Ma il coniglio continua imperterrito col suo modo di fare. “Ho eliminato le bacche, sai? Adesso ci vado piano anche con l’erba e persino con le carote, ecco perché sono così in forma”

“Appunto!” esclama Gustava. “Sei troppo in forma per non essere mangiato!”

“E io ti ripeto che sono a dieta!”

“Ciò non impedisce di alimentare me!”

“Sarei solo indigesto! Non mangio le bacche, quindi sono insipido!”

“Dopo averti mangiato farò anche un bel rutto alla faccia tua!”

“Volete finirla? State alzando la voce” ecco che arriva un Orso, appena risvegliato dal letargo e quindi ancora frastornato. Si sa che appena alzati bisogna prima connettere il cervello e capire che cosa si è. Nello specifico, l’Orso crede di essere un letto. Un bel letto soffice in cui passare altri tre mesi di letargia…

“Volete che vi mangi io? Sapete, ho una fame da lupo” chiede l’Orso, non appena resosi conto di essere un animale e non un letto. Eh, direi, è peloso e si gratta, è un lupo. Anzi, un orso, ma ancora deve connettere.

“No, sono a dieta, grazie” risponde il coniglio, e scappa via.

L’Anaconda guarda l’Orso abbastanza seccata.

“Orso” dice “Tu non vai mai a dieta?”

“No” risponde. “la dieta è solo per i conigli. Noi dobbiamo mangiare, anche i sassi”

Da quella frase, Gustava capisce che è meglio mangiare, sempre e comunque.

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