Le avventure delle monete/2

È notte, quindi la banconota da Dieci Euro, rossa di passione, rivolge il suo sguardo al piccolo figlio, ovvero Cinque Euro, che ancora gioca con le macchinine.

“Su, è ora di andare a nanna.” Dice il Dieci Euro, la quale racconta orribili storie al suo pargolo, come ad esempio leggende sulla partita IVA, l’Irpef e la Tasi, qualunque cosa fossero.

“Mi racconti una storia?” chiede appunto il Cinque Euro, il quale sparisce subito. Ha la facoltà, per quanto riguarda i superpoteri, di sparire in men che non si dicesse e inoltre di trasformarsi in monetine inutili.

Così, una volta messo a letto, comunque troppo grande per una piccola banconota grigia, il Dieci Euro comincia a narrare, mentre la finestra della cameretta rimane aperta a comunicare una piacevole brezza, che nel frattempo muove i rami dell’albero fuori.

“Forse non tutti sanno che nella nostra famiglia c’è un fratello gigante”

“È lo zio cinese?” chiede ingenuo il Cinque Euro.

“No, non sto parlando del Cinquanta Euro… ma di un parente ancora più grande”

Il piccolo Cinque Euro non ha idea di chi si sta per nominare. E come potrebbe? Aveva sentito parlare solo di un lontano essere chiamato Cento Euro, ma qualcosa gli sta dicendo che non si trattava nemmeno di lui.

Nel frattempo fuori dalla finestra, un gatto sul ramo lampeggiava grazie agli occhi, neanche fosse un faro. Anzi, crede di esserlo.

Il Dieci Euro prosegue “Tu conosci la leggenda del Cinquecento Euro?”

Sia il piccolo Cinque che il gatto fuori sgranano gli occhi dando vita a un grazioso effetto di occhi giganti. “Ma… ma… che stai dicendo?”

“Non sto scherzando, e non vedo come potrei” dice a bassa voce la rossa madre del Dieci. “È enorme, supera un palazzo di dieci piani ed è viola come una prugna! Il Cinquecento Euro, nostro parente! Una creatura leggendaria che si dice esista solo per spaventare quelli come te che sono piccoli!”

In effetti il Cinque Euro è spaventatissimo. Si nasconde sotto le coperte a forma di Venti Euro, perché notoriamente le coperte proteggono da qualunque minaccia, persino dall’ebola.

Comunque sia, sbircia oltre la finestra tanto per essere sicuro. Non c’è nulla.

“Phew” sospira il povero piccolo. “Quasi ci avevo creduto”

“Come quando ti ho parlato dei Duecento Euro. Ma ti assicuro che esistono entrambi”

“Allora raccontami una loro avventura”

La banconota Dieci Euro ci pensa un po’ su e alla fine afferma “Sapevi che cinquecento più duecento danno settecento euro? Un’enormità, vero? Ma questa è la loro potenza alla quale noi possiamo solo aspirare”

“Incredibile” sussurra il Cinque. “Beh, sarà meglio che mi addormenti. Notte!”

Quella notte, il povero fanciullo non avrebbe dormito affatto, sconvolto com’era stato dal sentire nominare il Cinquecento Euro. Era un po’ come lui, solo con due zeri in più.

Viola, gigante e magari dall’odore di prugna, che si avvicinava a lui e lo inglobava, facendo della banconota un 505 Euro che nemmeno esiste ma che può candidarsi a scioglilingua.

Il Cinque euro si solleva dal cuscino e ansima. Come possono esistere banconote così grandi?

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6 pensieri su “Le avventure delle monete/2

  1. Penso che siano una leggenda per chiunque. Comunque, sono sicura di averle viste almeno una volta in tutta la mia vita per pochi secondi, al massimo due. Ma anche quelle da cento sono solo per le occasioni speciali xD

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