Le avventure delle monete/3

Capitò che un giorno il Cinquecento Euro si sollevò dal suo mondo incantato e soprattutto viola dicendo:

“Ehi! Ma perché nessuno mi deve conoscere! Sono o non sono il più grande fra i miei compagni? È ora di prendere il posto che mi spetta!”

Così, si armò di armi e bagagli e chiamò a raccolta tutti i suoi confratelli viola.

“Allora, tutti pronti?”

Le cinquecento banconote da Cinquecento Euro urlarono sguaiate nemmeno fossero delle scimmie urlatrici.

“Perfetto! Vamos!”

Nessuno si mosse, in quanto tutte le banconote viola erano ammucchiate su un tavolo in posizione orizzontale; tant’era che una di loro chiese “Come ci spostiamo?”

“Dobbiamo attendere la mano che ci mette nelle valigie!” esclamò il capo della rivolta, e così accadde. Tutte le banconote da Cinquecento vennero chiuse dentro una ventiquattrore.

///

“Ehi”

La voce supplichevole del povero Un Centesimo risuonò nella notte.

“Che vuoi?” chiede il Cinque centesimi, guardando l’Uno appostato oltre la sua finestra e reggendo una lampada.

“Non hai anche tu la stessa sensazione?”

“Che sensazione?”

“Le banconote vogliono dichiararci guerra perché loro sono ordinate mentre a noi piace fare casino”

“Cinque? Chi è che rompe?” la voce lamentosa del Venti Centesimi interrompe quel dialogo appassionante, per poi accorgersi che era solo Un Centesimo che rompeva.

“Oh, ancora tu con le tue paranoie! Sei così… solo! Uno vuol dire solo! Sta’ dunque solo e vedi di non…”

“Il fatto che tu abbia il bordo sbeccato non ti autorizza ad avere il carattere spezzettato!” ribatté l’Un centesimo, saltando sulla voce dell’altra moneta. “Stavo dicendo che fra poco si sarà un’invasione!”

In effetti la sirena della Città delle monete suonò senza preavviso. Le banconote erano arrivate a distruggere tutto.

“Aahahahah! Siamo rettangolari, noi!” esclamò il Cinquanta Euro, un po’ invidioso del Cinquecento, che di zero ne aveva due.

E che potevano fare quelle povere monete? L’unica intuizione arrivò al provvidenziale due Euro, che disse: “Gente! Invece di farci distruggere da costoro, sono disposto anche a costruire la torre più alta del mondo!”

“E come mai non posso farlo anche io?” chiese indignato l’Un Euro.

“Andiamo! Non vorrai esporre l’Uomo nudo davanti a tutti?”

E così accadde. I Due Euro, che erano le monete più grosse, sia davanti che dietro grazie al naso di Dante, si impilarono in modo da contrastare le banconote, che quindi caddero KO travolte dalla marea delle monete, che con quel suono metallico fanno emozionare milioni di miliardi di persone.

E fu così che le monete ebbero la meglio sulle banconote, celebrate con questa canzone:

Le banconote noi sconfiggiamo

Noi monete non pensiamo

Ma quando si tratta si armarci

Non c’è modo di fermarci

Lalalala

Monete siamo

È difficile prenderci

In fondo al portafogli siamo

È difficile contarci

Rit.

Noi Monete siamo indomabili

Le banconote ci fanno un baffo

E noi abili

Abbiam dato loro uno schiaffo!

Rit.

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7 pensieri su “Le avventure delle monete/3

  1. Mi dispiace, ma io tifavo per la banconote. Le monetine si infilano sempre nelle tasche o in fondo alle borse e poi, quando li rovesci, finiscono giù dalla finestra oppure sotto qualche mobile. E magari erano anche due euro!

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