La fotocopiatrice che soffre.

Immagine

Io sono una fotocopiatrice. Per lavoro, “fotocopio” e vi assicuro che quella delle chiappe è una bufala.

Nonostante questo, il carico di lavoro da svolgere rimane sempre molto elevato. Fotocopie di fogli di giornale, viaggi, auto, libri e case.

Uno dopo l’altro, creo gemelli di quelli che mi capita. Ad esempio, la guida su come costruire un cacciavite, e io la copio.

“Ehi! Siamo identici!” dicono all’unisono e mi sento soddisfatta.

Passi una volta, passi dieci, ma poi a fine giornata viene il mal di testa, a vedere sempre lo stesso laser passare e tornare, passare  tornare.

Passare.

E tornare.

Non solo, lui ci ricama, su questa situazione, dicendomi “Ehi, Foty!” e passa via. Poi torna e ripete “Ehi Foty!” e così via.

Tutto il giorno. Ecco perché si è sviluppato un certo amore/odio verso le fotocopie. Voglio dire, a cosa servono, poi?

Prendiamo il caso che si debba fotocopiare un’intera risma di quiz, piena di domande tutte uguali, come ad esempio “Dove appendiamo il lampadario a casa mia?” o anche “Hai la certezza che ti piacciano le mele?” in un concorso per netturbini.

Una dopo l’altra, nelle condizioni che ho già detto, fotocopio tutte queste domande.

“Ancora un’altra, Foty”

“Solo un istante, Foty”

“Ehi Foty?”

AAAH BASTA! MA QUANDO FINISCE IL TURNO DI LAVORO?

“Be’, non è ancora finito” mi risponde l’orologio, il quale, avendomi sentito, lo fa apposta a rallentare. Ne sono sicura. Faccio una prova: adesso sono le 17,54 e il mio turno finisce alle 18, quindi ci sono sei minuti di differenza.

Faccio un po’ di fotocopie, cercando di sopportare il laser molesto.

“Uhm, ne ho fatte centodieci, il che vuol dire che ci ho messo minimo un quarto d’ora… vediamo?”

Le 17, 55. Wow!

Un minuto solo! Allora lo fai apposta! E ti ho visto che sghignazzi!

“Su, su, si faceva per ridere… toh, adesso velocizzo!”

Le 17,56.

“Ci sono altre trecento fotocopie da fare entro oggi, quindi mi toccherà fare un po’ di straordinario” dice l’umano.

COSA?

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8 thoughts on “La fotocopiatrice che soffre.

  1. A leggere questa storia, per la prima volta, mi sono sentita un po’ in colpa per le povere fotocopiatrice che ho a lungo tartassato per procurarmi i libri. Spero che, però, loro si renda conto dei favori che fanno agli umani permettendo loro di risparmiare tanti soldini u.u

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