Trilogia dell’insalata/3

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Insalata di riso

Lo so cosa state pensando, il pomodorino sopra di me serve a sparare raggi laser.

“Perché? Non è così?”

Ehm… no, pomodorino.

Eh, lo so che ti saresti messa a piangere, ma che posso farci?

“Brutti maledetti chicchi di riso! Assaggerete la vendetta del mais!”

I chicchi gialli del mais si infilano tutti dentro una mitragliatrice e…

PORCA MISERIA CI ATTACCANO! DISPORSI A TETRAGONO!

Ci disponiamo nella figura geometrica succitata, qualunque essa sia,

“Che razza di tattica…” commentano i piselli.

Io li guardo e dico loro”Perché, voi che sei esperti che mi dite?”

“Noi ci rifugiamo nel baccello antiatomico! vero, ragazzi?”

Un Siii generale mi fa cascare le braccia. Ci fa cascare le braccia, a noi chicchi di riso.

“Ma se bastano un paio di dita per aprire un baccello, per favore!”

E con questo li zittisco. Non è finita, perché noi insalate di riso siamo piene di qualsiasi cosa. Oltre ai piselli, al pomodorino e al mais abbiamo anche wurstel, cubetti di prosciutto, tonno, maionese, cicche di dinosauro, un’ancora arrugginita, un bisturi e un sacco di isole qua e là.

Tutta questa bella gente vorrebbe dire la sua, ma ahimè, i chicchi di mai hanno preso tutto lo spazio. Che fare, allora?

“Dobbiamo chiamare un esperto di mais” dice la maionese.

“Secondo me vengono dal futuro” afferma invece un altro ingrediente, John Titor.

“Secondo me invece hanno solo bisogno di attenzione” dichiara l’uovo sodo, che sicuramente non è strapazzato.

In ogni caso, questa pioggia di mais non accenna a terminare, quindi bisogna costruire un robot con noi ingredienti.

Innanzitutto dobbiamo fare dell’uovo sodo un corpo in grado di avere un paio di mani a forma di olive e la testa a forma di carota tagliata a cerchio.

Poi, come superpotere, noi stessi, chicchi di riso, verremo catapultati dalla bocca dell’uovo sodo e saremo in grado di sterminare il mais fastidioso!

“Pronti ragazzi?” chiedo in generale.

“No, aspetta, qualcuno ci sta mangiando!”

In effetti un cucchiaio si avvicina pericolosamente.

“Uhm… proviamo questa insalata di riso… a quanto pare c’è molto da gustare”

“E vi siete dimenticati di NOI!”

Oh no! È la voce dei sottaceti!

“Chiedo scusa, cosa sono i sottaceti?” chiede ingenuo il wurstel.

“Che bella domanda! Nessuno lo sa! Nessuno sa da cosa è composto quel dannato barattolo che per aprirlo devi prima sacrificare un gallo blu alla mezzanotte del 29 febbraio 3015! Sono… cose, che stanno a galla!”

“Ah”

insomma, per fortuna il cucchiaio ci mangia e nessuno ci pensa più, né al mais, né ai sottaceti.

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