Le avventure di Isda/11

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Isda e le tempeste

“Oggi è proprio una bella giornata, vero signora?”  chiede il cavalluccio marino alla signora Capasanta.

“Be’, sì, forse” risponde lei. “In ogni caso, la luce che filtra dal mare può comunicare una discreta giornata in superficie”

“Sei un po’ pesante, capasanta” commenta il cavalluccio marino, e dopo aver nitrito,  va via per i fatti propri. Peccato che però le sue interazioni non siano finite, incontrando invece un pesce spada di tipo femminile.

“Ehilà…” esordisce con tono un po’ troppo sensuale, davanti a una sconcertata Isda.

“Chi sei? Che cosa vuoi?” chiede sulla difensiva il pesce.

 “Non vuoi cavalcarmi un po’?” chiede malizioso il Cavalluccio Marino, spinto dalla bellezza inconfutabile di Isda.

Quest’ultima, tuttavia, dà uno sguardo alla superficie: nuvole nere stanno cominciando ad addensarsi e di lì a poco si sarebbe agitato il mare. Pertanto, le venne un’idea.

“Sì, d’accordo, perché no? Adesso nitrisci!”

Isda senza troppi complimenti si mette sopra la schiena sorprendentemente robusta del Cavalluccio e quello comincia a trottare.

Tutti i pesci del circondari osservano quell’accoppiata bizzarra, e Isda si dà da fare per farsi vedere; avendo addirittura preso un lazo e cominciandolo a roteare.

“Forza, più veloce!” esclama Isda, divertita. Il Cavalluccio tuttavia non intendeva quello per essere cavalcati, ma in ogni caso acconsente e cominciano a percorrere diverse miglia nautiche, finché…

Un rombo di tuono echeggia nonostante si sia sotto l’acqua. Una tempesta si avvicina e le correnti cominciano ad accelerare come se fossero prese da una fretta inspiegabile.

“Oh, no! Una tempesta!” esclama il Cavalluccio. Le onde cominciano a incresparsi e gonfiarsi, e diventa sempre più difficile mantenere una posizione piana.

“Ahahaha! te ne sei accorto, vero? in realtà ho atteso apposta che ci sia la tempesta, cosicché si raffreddino i tuoi bollenti spiriti!”

Il cavalluccio non ha tempo di elucubrare sulla cattiveria del pesce spada che legge in un ca cartello “Benvenuto nella radura degli spiriti bollenti, ovvero fantasmi di gente annegata qui in questo punto preciso

In effetti nel suo campo visivo cominciano ad entrare spiriti caldi come il sole a ferragosto.

“Oh no! Mi rapiranno l’anima!” esclama disperato, mentre le correnti danno il via a una specie di rodeo non voluto, commentato da grida entusiaste di Isda, che mette anche una musichetta folk.

Purtroppo per Isda, tuttavia, il troppo stroppia, e il cavallucci Marino ha pur sempre un superpotere, ovver quello di far sbalzare il suo fantino, qualora ce l’avesse.

Isda così sbalaz e si ritrova chissà dove, inizialmente. Poi capisce: è finita nel bel mezzo di un banco di Capodogli.

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