Le avventure dell’Uomo Lampone 2

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L’Uomo Lampone va nello spazio

Se c’è una cosa che l’Uomo Lampone ha sempre desiderato, è andare nello spazio. Non per forza andare di corsa verso Plutone e poi tornare, anche perché sarebbe troppo scontato e facile da eseguire, ma uscire fuori dall’orbita terrestre.

“Sei matto?” chiese stupita la Papaya, che passava di lì per caso. Dalla Costa Rica è andata a venire a farsi le vacanze in Italia, in un eccesso di stramberia. Secondo te i lamponi possono vivere a lungo nello spazio? E se poi una cometa ti piglia in testa?”

“È più facile che lo faccia un satellite artificiale che non una cometa” disse il Lampone. “E poi io sono L’UOMO LAMPONE, non un lampone come tutti gli altri”

“E io sono la papaya più succosa della Costa Rica!” esclamò lei, anche se non c’era motivo di dirlo.

“Sta’ a vedere” disse l’Uomo Lampione, prendendo la rincorsa. “Vado nello spazio!”

Una breve rincorsa e il Lampone dovette schivare un aereo, ma poi oltrepassò l’orbita e finì nello spazio.

“Ma qui non c’è niente”

In effetti, a parte la Terra che campeggiava sotto di lui, il nulla cosmico: stelle, buio e neanche un lampione a far da luce. Ma quelli è facile che si fulminano, ecco perché non ce ne sono nello spazio.

Improvvisamente un satellite artificiale passò di lì, come l’aereo poco più in basso, e il lampione si abbassò per evitarlo.

“Va bene, spazio! A noi due!”

Led sue parole si presero nella marea di noia che si prospettava davanti a lui. O forse no?

Quello che sembrava un disco volante gli si avvicinò e gli occupanti chiesero “Mi scusi, per Marte?”

“Ehm…” l’Uomo lampone non sapeva bene se dare indicazioni o combattere il Godzilla di fuoco che aveva avvistato sulla Luna.

“Dovete tornare indietro perché Marte si trova dopo la Terra”

“Indietro? Ma andremmo contromano!” risposero gli alieni, scandalizzati, e dando di gas tornarono da dov’erano venuti, dove non esisteva la parola contromano, lasciando però libero l’Uomo lampone di affrontare il Godzilla di fuoco che stava per minacciare la Terra, dopo aver fatto i sui bisogni sulla Luna.

“Hai finito di fare i tuoi comodi, Godzilla di fuoco!” esclamò L’uomo lampone.

“Comunque sono bisogni, non comodi”! precisò Godzilla, sparandogli addosso un po’ di fuoco, non sapendo che però l’Uomo lampone non aspettava altro che quello:

“Ahahaha, povero Godzilla ingenuo! Mi hai appena trasformato nel Lampone di Fuoco imbattibile! Preparati ad essere sconfitto!”

Godzilla di fuoco chissà cosa si aspettava: un pugno di fuoco, forse? Una pallina fra quelle di cui era composto? O anche un vomito di fuoco?

Niente di tutto quello. L’Uomo Lampone si sciolse per il troppo fuoco e il Godzilla fu libero di minacciare la Terra.

Peccato che però l’appiccicoso succo di lampone si attaccò nel su corpo e rimase bloccato per parecchio tempo.

Fine.

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