Su di me: Jingle Bells.

Lo so, ce ne sono seicento versioni di questa canzone ed esattamente non so come posso arrivare a 300 parole stavolta.

Però provo.

“Jingle Bells” è la canzone simbolo di tutti i Natali: porta allegria, spensieratezza e voglia di scambiarsi i vasi da notte. Puliti, che siano puliti.

In realtà a me piace di più Jingle Bell Rock, proprio perché ha Rock nel suo nome e quindi mi sta più simpatica.

“Sì ma tu sei un metallaro depresso, non un rocker”

Dai, che avete capito.

Nonostante questo, ho la mia playlist personale, che per fortuna non ha Mariah Carey e nemmeno Michael Bublé, anche se, fra le sue, Moondance è bella da cantare. E non è natalizia.

Ecco la mia playlist personale:

Betlehem, dei Theocracy, secondo me il miglior gruppo del mondo, per qualità dei testi e scelta musicale.

È la canzone che parla di un bambino nato a Betlemme, con un compito da assolvere. È la Luce in mezzo al Buio, la redenzione che si incarna in quel corpo minuto.

Wynter Fever, dei Theocracy. Già dall’inizio aggressivo possiamo dedurre dove andrà a parare questa storia: il protagonista è Festus, il figlio di Santa Klaus, che sfrtunatamente si innamora di Wynter, la figlia di Frsty, il pupazzo di neve. Nonostante il netto diniego del padre, Festus farà di tutti per poter vivere felice con lei. Poi però dvrà spiegarmi come fa a sollazzarsi…

All I Want for Christmas, dei Theocracy. Datata 2009, racconta un mondo parallelo dove tutti i personaggi natalizi perdono il loro lavoro e fanno tutt’altro, per colpa della crisi: da Scrooge a Little Drummer Boy, persino Santa si ritrova col sacco vuoto (“There’s nothing but coal in the Santa’s sack…”)

Greensleves, vecchio brano celtico (?) esistente in molteplici canzoni. L’ho cercata per anni perché mi è rimasta impressa e alla fine ne ho scoperto il nome. Ovviamente è strumentale, ma meravigliosa da fare con la chitarra elettrica.

Ultimo ma non meno importante è Natale supermagico di felicità, la canzone di Sio. È LA canzone, racconta tutte le realtà che stiamo vivendo in questa magica settimana e… niente, vado a fare l’addobbo ambulante fuori.

 

 

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