Cammino cammino e mi ritrovo…

Cammino, cammino…

Il rumore dei miei passi è l’unico che si sente, in questa stradina scura e piena di gatti randagi.

A un certo punto, mi ritrovo davanti un ALIENO! Alto, magro, tre occhi neri senza pupille e dalla pelle scura, ma in effetti è tutto buio e non lo vedo bene.

“Salve, sono Myolcfjf e vengo dal pianeta omonimo. Tutti i miei simili si chiamano col nome del pianeta”

“Ah” rispondo io. “E… sei venuto qui per rapirmi?”

L’alieno, di cui ho già dimenticato il nome, ci pensa su. In effetti, è disarmato e sembra denutrito, dovrebbe essere facile sopraffarlo se mi attaccasse.

Alla fine risponde: “Non mi è chiara la tua domanda. Mettiamo che sia tu poi a rapirmi. Chi è il rapitore e chi il rapito?”

La domanda mi confonde. Io rapire un alieno?

“Comunque so anche sparare saette dal dito” aggiunge l’extraterrestre, sbattendo le palpebre solo dal terzo occhio.

“Spero che non le userai contro di me!” esclamo pieno di timore. L’alieno mi guarda stupito.

“Ah, perché? Tu non le sai fare?”

“Certo che no! Non sparo nulla dal dito!”

“Ma in che razza di pianeta sono finito?”

“La Terra!”

“Aaaah” l’alieno adesso capisce. “Ovvio, ovvio. Comunque, non sono qui per rapirti, ma per mettere in guardia chiunque trovo dalla probabile apparizione dell’Uomo Sveglia!”

“CASPITA!” La possibilità che esista un super eroe che interrompe il sonno della gente mi terrorizza ancora più dell’alieno che spara saette.

“Già… è un uomo orribile, pronto a vibrare ogni qualvolta suona l’orario che lui ha preimpostato. Che ore sono?”

Rispondo “L’una del mattino”

“Precise?”

“Sì, per…”

DRIIIIIIIIIN.

Un suono lungo, penetrante, di unghie che strisciano sulla lavagna, stupra le orecchie.

“È LUI!” esclama disperato l’alieno. “Nessuno è al sicuro! Nemmeno all’una! È un uomo cattivo e spietato e niente serve a fermarlo! Salvatevi voi che…”

“E BASTA!” l’urlo di una signora stufata sovrasta quello dell’Uomo Sveglia che viene sconfitto da una secchiata d’acqua.

“Non credevo fosse stato così facile…” osserva l’alieno, rinfrancato. “Ok. Bastava una secchiata d’acqua. Okay. Ciao, allora, eh” e va via con la sua navicella, pervenuta in quel momento.

“Ciao” rispondo, non afferrando bene ciò che è appena avvenuto.

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