E se raccontassi una favoletta?

C’era una volta un mago. Questo mago viveva in una villa con piscina, e in generale non gli mancava niente, facendo reperire tutte le cose di cui aveva bisogno tramite corriere, che però citofonava alle sei di mattina. Tutte le mattine.

A un certo punto, mentre stava sul divano a fare zapping in televisione in quanto mago molto impegnato, sentì suonare il campanello.

Aprendolo, vide un ragazzo con un fagotto dietro le spalle. “Buongiorno! Chi sei e cosa vuoi?” chiese il mago.

“Sono il tuo nuovo apprendista” disse il nuovo arrivato, arrogandosi titoli che non aveva.

“Per essere il mio apprendista” rispose il mago “devi perlomeno fare una pozione senza rovesciare niente” e lo aveva annunciato mentre nel frattempo un drone gli stava offrendo un drink.

Scesero dunque nei sotterranei, dove un calderone e diversi ingredienti stavano aspettando il giovane apprendista.

“Sai come si prepara la pozione per creare il mostro definitivo?” chiese il mago.

“Certo” rispose l’apprendista, e tanto per cominciare riempì il calderone d’acqua, cosicché il sessanta percento di sciocchezze erano state evitate. Rimaneva il quaranta percento di sciocchezze.

Prese una fiala e la riempì di liquido rosa, poi la mise nell’acqua., Poi levò l’acqua, e la gettò nel lavello del lavandino. Infine prese un pianoforte e prese tutti i tasti neri e li mise nel calderone rimasto vuoto. Come successivo passo, strozzò se stesso bevendo da una lattina e gettò la lattina nella pattumiera. Rimise di nuovo l’acqua nel calderone, inserendo infine un dado, mezzo etto di prosciutto, sale, pepe, due cani, una scheda sim di un cellulare e infine una graffetta.

“Ma… ma che hai fatto?” chiese il mago, perplesso.

“Ah già, mi sono dimenticato una cosa importante!” esclamò l’apprendista.

Rigirò il calderone con un cucchiaio di legno, così tante volte da creare un piccolo vortice, che prese tutto quello che c’era in quella cantina, compreso far gli altri un sacco di libri sconci che il mago teneva per questioni scientifiche.

Infine, dal calderone venne fuori un vero e proprio mostro, perché aveva le parti del corpo messe a casaccio.

“Allora? Che ne dice?” chiese l’apprendista, lasciando di stucco il mago.

“Maledetto” commentò quest’ultimo. “È venuto con la pelle rosa, invece a me è venuto verde!”

E l’allievo superò il maestro.

 

 

 

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