Eh, insomma…

“Ciao, maschera” disse la bottiglia di vetro blu alla maschera.

Quest’ultima ricambiò il saluto. “Eh, sai”

“Cosa so?”

“Non è semplice essere una maschera colorata, al giorno d’oggi. Tutti sono sempre bianco o nero, invece io sono così colorata che a qualcuno potrebbe venire una crisi epilettica”

“Addirittura!”

“Sì… e tu che mi racconti, bottiglia di vetro blu?” chiese la maschera, senza occhi in quanto sono stati sostituiti da due buchi per gli occhi degli uomini.

La bottiglia rispose: “Ho un nome scomodo. Perché non mi chiami Bottiglia e basta?”

“Ok, Botty” rispose la maschera, prendendosi un po’ troppa confidenza.

“Io, in quanto bottiglia di vetro blu, so bene cosa provi. Pensa che se a te ad ogni modo va bene perché vieni posizionata sul naso, ma a me va male perché ogni giorno devo sopportare la gente che non sa che esistono i bicchieri e mi tracanna dal mio bellissimo boccale!”

“Come mai hai un bellissimo boccale?” chiese la maschera.

“Mi hanno fatta in questa maniera! Ma tu che hai da lamentarti? La gente vedendoti si rallegra, sei colorata!”

“No che non si rallegra!” esclama la maschera. “Io in realtà nascondo un animo sensibile, premuroso e contorto che non so nemmeno io come mi sento in questo momento!”

“E allora dovresti farti curare!” esclama la bottiglia, adirata.

“Ma tu sei sicura che le bottiglie parlino?” contrattacca la maschera colorata, nera d’umore.

“No” risponde la bottiglia, pensandoci su.

“E allora non faresti meglio a stare zitta?” chiede la maschera.

“No, perché di sicuro le maschere non parlano, a meno che non siano indossate quando è il momento di indossarle!” risponde la bottiglia.

La sua interlocutrice risponde indignata. “Ma se ho anche l’elastico che mi affissa alla testa che si è rotto! Come faccio a vivere?”

“E io come faccio a vivere, che per giunta sono anche senza etichetta? Mi sento così ignuda!”

In effetti la bottiglia era senza etichetta e si vedeva tutto il suo interno, senza pudore.

“Sarà, ma anche se sei ignuda non mi attiri” osservò la maschera.

“Certo, sei solo una maschera” risponde piccata la bottiglia.

“Eh, insomma”

“Eh, insomma”

Conclusero.

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