30 Day Writing Challenge #7

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Elenca dieci canzoni che ami in questo periodo

Eccoci giunti a un nuovo giorno di questa challenge! idealmente, sono già passati sette giorni e finora è venuto fuori tantissimo materiale di ciò che mi circonda. Anzi, direi proprio che piano piano viene fuori tutto il mio universo e la cosa mi spaventa non poco!

Ad ogni modo, non mi fermerò a queste bazzecole e descriverò, una per una, dieci canzoni che amo in questo periodo:

10. Redemption, degli Hammerfall. Uscita nel 2011, ha un testo spettacolare e la relativa musica la pongono sì, in fondo alla classifica, ma solo perché devo proprio fare una lista di canzoni, quindi va da sé che potrebbe scalarla o anche scenderla, dipende dal periodo. Ci sono altre canzoni degli Hammerfall che vale al pena ascoltare, ma ciò che dà questa canzone, con l’arpeggio alla fine, poche canzoni la danno.

9. Easter, dei Theocracy. Qui non c’è il link, semplicemente perché You Tube non permette l’ascolto che è possibile solo avendo Spotify. Easter, come da titolo, parla della Pasqua, del momento in cui la speranza è viva e nonostante i dubbi e le incredulità alla fine ciò che è successo nel sepolcro è qualcosa che interessa tutti. Una canzone bellissima dal testo straordinario e dici minuti di alto livello. Ascoltatela se non avete pregiudizi!

8. White Pearl Black Oceans parte I e parte II. Sapete, c’era un uomo, un guardiano del faro, che per la vigilia di Capodanno ha deciso di scendere in città. Ed ecco, nella confusione trova lei, che gli fa perdere la testa, ricambiato. Fin qui tutto bene, ma non appena il colpo di fulmine svanisce ecco la prima difficoltà: la ragazza sarebbe dovuta partire la sera stessa, con la nave “White Pearl”. Purtroppo, fra una cosa e l’altra il guardiano del faro dimentica di accenderlo ed è con profondo rammarico che, la mattina dopo, viene a sapere, la nave è affondata per colpa sua. Tutti sono morti, persino lei. Il senso di colpa è talmente grande e profondo, che giorno dopo giorno gli rode l’animo e finisce per buttarsi dal faro stesso, che per tanto tempo lo ha ospitato. Ebbene, sarebbe potuta anche finire qui, ma il guardiano del faro, nuotando fra le fredde acque dell’oceano, riesce a trovare un’isola dove incontra… lei, l’unica ragazza che abbia mai amato, salvata dalla grazia dell’oceano, per vivere per sempre felici e contenti. Due canzoni contrapposte, due testi molto simili, due stili completamente differenti. Se uno ascolta la parte 2 senza fare paragoni col capolavoro melanconico che è stato la parte uno può apprezzarla, ma qui le ho considerate come parte di un’unica canzone che spero vi piaccia.

7. Til’ death done us apart, facente parte dell’album “The Ninth Hour”, uscito nel novembre dell’anno scorso. È la storia di un ragazzo che tanto tempo fa scriveva favole, per poi incontrare e sposare l’amata che poi… vabbé, ma che ve lo dico a fare. Il titolo significa “Finché morte non ci separi” ed è un testo molto intimo, che non si può non ascoltare in profondo raccoglimento.

6. Outlaws, dei Green Day, facente parte dell’ultimo album. Ebbene, non poteva mancare in questo decalogo un testo che ricordi i bei vecchi tempi in cui eravamo “fuorilegge” e facevamo casino e insomma coltivavamo noi stessi fregandocene del giusto preferendo ciò che è facile (semicit.). Molto bello davvero.

5. Revolution Radio, la title track dell’album dei Green day di cui sopra. Se ad uno mancano i Green Day, vuoi perché ci hai passato l’adolescenza con loro, vuoi perché gli ultimi album non sono stati all’altezza, gli è sufficiente ascoltare questa canzone qua per dimenticarsi tutti i malanni. Una vera canzone “Green Day”, dove c’è tutto lo scibile del loro stile.

4. This is how I disappear. Qui invece cadiamo nel trash LOL no, scherzavo. Correva l’anno 2006 e i Miy Chemical Romance fanno uscire The Black Parade, il loro album più bello, pieno di canzoni angoscianti e che mi piace ascoltare quando non ho cose nuove da analizzare. Ebbene, la canzone in questione è molto trascinante, trascinante in un gorgo di riascolto e riascolto.

3. The Wonder of It All, dei Theocracy, presa direttamente dal loro album “Ghost Ship”, quello assente da You Tube. Niente da dire, uno dei pezzi più belli del 2016 e non lo conosce quasi nessuno. Ingiusto, vero? se pensiamo anche ai pezzi dell’ultimo Sanremo *sigh*

2. Hammer of Gods, dei Freedom Call, il mio gruppo favorito! Questa è presa direttamente dall’album ignorantissimo “Master of Light” ed è uscita anche come singolo, cantabile in tutti i concerto possibile e che parla dei martelli degli dei, e degli uniti che fanno al forza, e di tutte le cose che Chris Bay canta dal 1998. Sempre lo stesso testo, in pratica, con melodie diverse. Ma bellissimo.

1. Cradle of Angels, dei Freedom Call, sempre “Master of Light”, una ballata fra le più belel di sempre nella loro discografia, alla pari con “Turn Back Time” o “Bleeding Heart”, e che quindi si siede sul trono delle ballate da ascoltare sempre e piangerne su. Perché ho scelto questa canzone al numero uno? Non dico niente, provate ad ascoltarla!

 

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