Settimana di Pasqua: sabato.

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Il sabato santo è la vigilia di Pasqua.

Sì, ma “L’attesa del Risorto è essa stessa il Risorto”?

Io direi di no, e vi spiego perché. Semplicemente perché come abbiamo detto ieri se Lui torna stanotte, torna stanotte.

E quindi il sabato è l’attesa, la veglia, come volete chiamarla. Certuni fanno la Messa solenne impiegando due ore della loro vita a guardare il telo che poi cade, e ci scappa a volte anche l’applauso.

“L’applauso perché qualcuno ha fatto cadere un telo? Mi ricorda di quella volta che ho ordinato una pizza e il cameriere me l’ha portata. Al che gli ho anche fatto un applauso, ma lui mi ha guardato strano”

Ma non è la stessa cosa! È un applauso figurativo alla statua che si cela dietro il velo. Ma di questo ne parleremo domani.

Oggi mi piaceva soffermarmi su un punto, ovvero l’attesa.

Si aspetta qualcuno, si aspetta l’autobus, si aspetta una valanga di soldi cadere dal cielo, o perlomeno si aspetta un articolo di Aven sul suo blog.

E sta di fatto che, un giorno, l’attesa incontrò la puntualità.

“Ehi, Attesa!” salutò la Puntualità, nel momento giusto in cui doveva venire.

“Ehi, Puntualità” ricambiò l’Attesa, continuando a guardarsi attorno.

“Chi aspetti? cosa aspetti? Siamo sicuri che tu stia aspettando qualcosa?”

“Sì, in effetti” disse l’Attesa. “Ho un appuntamento importante con… chi arriva”

“Chi arriva?” chiese la Puntualità. “è puntuale, vero?”

“Non saprei” riflette l’Attesa. “Secondo te, è puntuale qualcuno che non conosco?”

“Male, dovresti pensarci, invece, o perlomeno avere un’idea precisa di chi incontri e l’orario stabilito, oltre che il luogo” rispose la Puntualità. “Comunque, adesso ho altro da fare che disquisire su questo o quello del mondo. Arrivederci”

L’Attesa rimase dunque sola ad aspettare chi doveva aspettare. A un certo punto arrivò il Ritardatario.

“Anf… anf… sono in ritardo?” chiese fiatoni il Ritardatario.

“Dipende in base a quale fuso orario ti riferisci” rispose l’Attesa, annoiata e disgustata da tutto il sudore che perveniva dal nuovo arrivato.

“Quello dell’Isola di Lost”

“Ah, allora sei in ritardo” rispose l’Attesa, rimettendo in modo l’infinita marcia del povero fesso. Se avesse imparato dal Bianconiglio come arrivare in ritardo e cavarsela, forse non si chiamerebbe nemmeno Ritardo.

 

 

 

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