Le avventure di Isda/36

spescespada03

Isda scrive e legge

Isda non è mai stata una che ha paura. Nuotando nell’infinito mare, sfida chiunque a duello e molte volte vince lei, altre volte viene presa a pernacchie e altre volte ancora viene brutalmente sconfitta e conficcata in un oblò di un relitto, com’era successo una volta.

D’altra parte, nel mondo subacqueo di oggi è importantissimo tenere gli occhi bene aperti, e infatti quel giorno Isda vede, con la spada laser accesa, una scritta su un cartello. Tuttavia, non è tradotta nella lingua dei pesci, ma in quella umana, che Isda non capisce.

“Dannazione” commenta, sforzandosi di non ridere della lettera G, che è la più strana di tutte, “e voi volete dirmi che questi segni sono parole?”

“Certo che sì!” esclama entusiasta il Tonno. “e da oggi parte il corso di scrittura e lettura per pesci, che ho organizzato io stesso! Perché SO leggere e scrivere, voi no!”

“Appena scopro che non è vero ti uccido” sussurra Isda. Poi ad alta voce dice “Bene, dove posso frequentare?”

“Ma qui, ma qui. Sono corsi individuali che possono essere sostenuti sul momento. Prendi ad esempio questo scoglio”

“EHI” urla una stella marina, dato che il tonno l’ha cacciata malamente per farsi spazio.

“Scusa stella marina, dobbiamo imparare e visto che non hai le mani al massimo puoi fungere da cancellino” dice il Tonno.

“Vaffanculo!” esclama disgustato la stella marina, e avrebbe voluto fare un gestaccio col medio, ma non può. Le tocca solo andarsene con tutta la dignità possibile per una stella marina.

Rimasti soli con solo alcune bivalve ad ascoltare, il Tonno dice a Isda “Adesso calma e focalizzati sullo scoglio. Scrivi piano piano, seguendo le mie istruzioni, in fondo si tratta solo di tracciare qualche linea e vedrai che saprai fare anche la G! Okay?”

Isda annuisce e tutta sudata prova a fare esattamente come dice il suo maestro. Infine viene fuori una scritta dai caratteri troppo larghi e piena di dislivelli, ma grammaticalmente corretta.

“Okay” dice il Tonno, soddisfatto dopo sedici ore di fatica, con in aggiunta anche il modo di leggere. “vediamo adesso come te la cavi a interpretare le lettere”

Isda si concentra e scandisce bene le sillabe: “Uhm… una S… Sc… Sce… sc si legge “sh”, vero? Scem… scemo… ch… “chi” si legge chi, questo lo ricordo… scemo chi… leg… ahahah, e dai, queste g… SCEMO CHI LEGGE! CE L’HO FATTA! HO SCRITTO SCEMO CHI LEGGE! SCEMO… chi…”

Isda si rende conto del senso di ciò che ha scritto e si adira non poco. “Tonnoi? Che cosa mi hai fatto scrivere?”

Ma Ii tonno è già andato via.

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