Le avventure di Isda/43

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Isda e l’ordine delle stelle marine

Proprio quando Isda si era lasciata convincere al proliferare, la stagione degli amori è passata e quindi lei è rimasta l’unica zitella senza uova da fecondare. Le toccherà aspettare l’anno prossimo.

Nel frattempo quindi le conveniva tornare ai suoi passatempi preferiti, ovvero quello di spaventare le sardine e combattere contro le meduse luminose.

Ed è a loro che sta pensando quando le si presenta davanti una stella marina. O meglio, è lei che la chiama visto che queste sono perennemente attaccate allo scoglio.

“Isda! Isda! Ho bisogno di parlarti!”

“Che vuoi?” chiese sgarbata il pesce spada.

“Vuoi far parte dell’ordine delle stelle marine? Abbiamo bisogno della tua spada laser per difenderci…”

“Difendervi da cosa, che non vi caga mai nessuno?”

La stella marina si stizzisce. “Come osi essere così sfacciata? Sai di mentire e menti comunque! Noi stelle marine abbiamo un sacco di predatori!”

Isda ribatte, fintamente interessata: “Ah, sì? E chi?”

Segue un minuto di pausa imbarazzata, dove un pesce palla gonfio passa sospinto dalla corrente.

“I… i PARASSITI! Non sai come si attaccano!”

“Ah, certo, sono terribili” commenta Isda, enfatizzando l’aggettivo. “In ogni caso… sì, farò parte del vostro ordine, ma voglio essere pagata”

La stella marina sospira. “In che modo? Conchiglie non ne abbiamo”

“Figurati, quelle si trovano” risponde Isda, memore della piccola avventure coi delfini poliziotto. “Voglio un relitto extralusso con idromassaggio incorporato!”

La stella marina non ha idea di dove poterla reperire ma dice “Andata”, così Isda segue felice la povera stella che cammina strisciando.

“Di solito noi ci riuniamo settimanalmente, e la riunione è tenuta dalla Gran Maestra” spiega la stella. “Attualmente stiamo cercando di capire come liberarci dai piazzisti, che sono i peggiori parassiti. Cercano di venderti sempre aspirapolveri, sacchetti, lattine… tutte cose che a noi non servono! Ma il nostro obiettivo è solo uno: farci considerare dalle BALENE!”

Isda non ha sentito proprio nulla del discorso, ma non vedeva l’ora di suonarle a qualcuno, ma quando ha sentito la parola balene le è venuto un tremito.

“Perché proprio le balene?” chiede Isda.

“Perché sono grosse e noi vogliamo sopraffarle”

Il ragionamento non fa una piega, ma Isda sarebbe stata in grado di picchiare un cetaceo simile?

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