Se guardiamo le pentole, non bollono mai.

È l’ora di pranzo. In cucina una pentola comincia a bollire, a causa dell’elevata temperatura alla quale è sottoposta.

“Uff” dice la pentola. “Non bastava solo il caldo estivo, ma adesso devo stare sopra la fiamma”

La fiamma non sembra però dimostrare alcuna pietà per la pentola. “D’altra parte, hai mai visto una fiamma che dà  freschezza?”

La pentola risponde “No, in effetti no. Però… che succede?”

Dentro la pentola, qualche minuto prima, era stata messa una certa quantità d’acqua, che adesso ha generato un bel po’ di bollicine.

“Eccoci! Siamo le bollicine!” esclamano contente le piccole pesti, successivamente si mettono in fila.

“Attenti! Mettersi in posizione! Oggi ci eserciteremo nel volo!” esclama la bolla generale, un po’ più grossa delle altre.

“Ma io soffro di vertigini, uffa” protesta una bollicina.

“Poche ciance! Avanti, marsch!”

Subito dopo l’ordine le bollicine cominciano a saltellare, andando fin sulla linea di galleggiamento, ossia dove finisce l’acqua e inizia l’aria. Purtroppo però così facendo le bolle muoiono, diventando vapore.

“L’acqua comincia a riscaldarsi, immagino che adesso sia ottima per un bagno alle terme” riflette la pentola, la quale comincia a sudare.

“Uhuhuhu, e non hai visto niente” commenta il fuoco. Nessuno gli fa notare che è azzurro alla base e rosso alla fine, ma forse perché non si scherza col fuoco.

Nel frattempo, le bollicine cominciano a dare il via a un party dentro l’acqua, con tanto di consolle e DJ Bolla a gestirla.

C’è chi balla, c’è chi sale su scoppiando in superficie, c’è chi rimane giù a cercare una compagna bolla per unirsi, c’è anche chi, come si può vedere, diventa enorme e mette paura alle bollicine più piccole.

È il momento in cui l’equilibrio dell’acqua viene turbato: settanta grammi di spaghetti, infatti, è sull’orlo della pentola.

“Guardate, qui c’è un lago” commenta uno spaghetto.

“Già, l’acqua però è bollente” osserva un altro spaghetto.

Un terzo spaghetto vuole fare una battuta stupida. “Ehi! Secondo voi è bollente perché… bolle? Ahahahah! Bollente, bolle!”
Per punizione, è il primo a tuffarsi in quelle acque bollenti e per giunta salate. Il sale era già stato messo prima, quindi non è poi un lago, ma un mare salato alla perfezione.

Uno dopo l’altro, gli spaghetti si tuffano, non sapendo che tuttavia si scioglieranno, da duri come sono.

Le bolle infatti dicono loro “Ehi! come siete rigidi! E scioglietevi, ballate con noi!”

Gli spaghetti fanno come richiesto e diventano mollicci e simili a vermi, perdendo anche la capacità di parlare.

“Ehi, Bolle! Quello che fa le battute non è più!” esclama una delle tante bolle.

“Beh, è una fortuna… ne faceva di squallidissime” risponde un’altra bolla.

Infine, la fiamma che ha tanto torturato la pentola, viene spenta. È il momento di scendere la pasta e separare l’acqua calda dagli spaghetti morti.

“Salve, sono lo scolapasta! Sapete che se fosse senza buchi non servirei a nulla?”

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