La Ropa Sucia/002

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Pedro amava guidare la sua Ford Mustang gialla. Amava soprattutto ostentare la sua ricchezza nella discoteca di Villa Nueva, che aveva aperto da poco e obbligava tutti in clienti e vestirsi come nel recente film di John Travolta. In effetti poteva sembrare un po’ particolare come abbigliamento ma era la moda del momento.

Come al solito c’era una grande fila per entrare, ma lui era il figlio di Sanchez, ovviamente.

“Okay, salve Pedro” aveva detto uno dei due gorilla piantati lì di fronte all’entrata. C’era da dire che avevano respinto persino il figlio del proprietario del locale stesso.

Il ragazzo era appena entrato, ignorando i soliti fischi e le solite battutine sui suoi genitori, in un locale illuminato solo dalle luci stroboscopiche. La festa era già iniziata e lui era in puntuale ritardo.

“Sì, ma adesso che ci sono io sarà tutta un’altra musica” asserì Pedro come se parlasse da solo, dirigendosi senza pensarci due volte al bancone dei drink. Per la cronaca, la musica rimase tale e quale, per inciso September, un vecchio classico del decennio precedente.

“Ehi Joe” disse rivolto al barista. “Dammi il solito”

Joe, il possente barista nero, gli diede le spalle e preparò il solito drink, quello che lui beveva sempre prima di scatenarsi a ballare e provarci con tutte le ragazze presenti.

Accanto a lui, alla sua sinistra, una voce maschile.

“Sanchez!”

L’aveva riconosciuta. Era il tetro, odioso, ignorante José Riquelme, rampollo della famiglia rivale, che abitavano esattamente di fronte alla loro villa. Ogni mattina la vedeva quando si alzava e si augurava che prendesse fuoco. Anche José Riquelme si augurava le stesse cose per loro.

“Oggi niente chicas, stupidotto?” chiese malizioso José. “Sei già venuto a bere? Joe, dammi il solito”

Joe sbuffò e preparò per entrambi… lo stesso Electric Lemonade.

“No, ma dai!” esclamarono entrambi esterrefatti. “ma sei stupido a copiarmi la bevanda?”

Avevano detto esattamente la stessa cosa all’unisono, ma poi, prima che venissero alle mani, il DJ fece partire una Lambada che richiedeva molti uomini disposti a far ballare le dame.

“Maledizione! Ma non è finita qui, José” lo canzonò Pedro, prima di pescare una donzella qualsiasi e partire per ballare. Non prima di avergli dato un pugno in faccia.

José cadde rovinosamente a terra, toccandosi la faccia insanguinata, anche se invece di piangersi addosso e sconvolgersi, per tutta la serata pensò a quale umiliazione rifilargli. Non poteva permettersi di bere nemmeno un drink, senza che venisse lui a rovinargli i piani.

Nel frattempo, un paio di occhi non visti stavano spiando tutto da dietro un tavolino.

E la lavatrice continuava a girare.

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