La Ropa Sucia/022

Immagine

La festa era finita improvvisamente, senza che nessuno avesse detto “È finita”, lasciando spiazzati chi invece stava ancora ballando, che infatti fu costretto a lasciare la pista, fare le ultime congratulazioni a un bianco Alfio Gutierrez e andare via.

Soprattutto, rimasero spiazzati dalla fine improvvisa anche i misteriosi uomini in nero che si erano infiltrati fra gli invitati dovettero fare in fretta a liberare le loro postazioni e fare rapporto al Capo. C’erano diverse cose di cui discutere e serviva che tutte le spie fossero schierate nello Stanzino Nero.

“Allora?” chiese il capo, sempre seduto voltando le spalle ai suoi sottoposti, che di conseguenza vedevano solo il retro della poltrona. Inoltre, c’era ben poco da vedere, visto che erano al buio.

“Sessanta minuti” rispose no degli agenti.

“Capisco” rispose il capo. “Altro?”

El pipa è stato lasciato dalla moglie che di punto in bianco ha detto di voler passare il resto della vita nella topaia in periferia dove vive il muratore”

“Lo sospettavo” fu la laconica risposta. “Pepa non è mai stata un’amante del denaro. Altro?”

“È tornato el muerto

“Davvero? Beh, c’era da aspettarselo, perché ho le mie giuste fonti. Scommetto che faceva puzza” commentò il capo, pur senza alterare il tono della voce, che rimase piatto e glaciale.

“Sissignore, come un morto” disse qualcuno.

“Chi sei? Non riconosco la tua voce”

“Nome in codice Anatra, ho la voce a papera” rispose quello che aveva parlato.

“Oh” commentò il capo. “Sto invecchiando. Devo averti assoldato quando ubriaco volevo sentire le papere. Ad ogni modo, avevo lasciato disposizioni precise: lasciare la busta a Sanchez e far mettere il vestito italiano alla signora Riquelme. Che ne è stato?”

“È andato tutto come previsto. Il messaggio è stato interpretato correttamente da Rosa Espimas, come avevate previsto. Per quanto riguarda il vestito italiano, tuttavia, nessuno se n’è accorto, meno che mai el viejo, ma c’era da aspettarlo. Li ha intesta solo la vecchia dei Sanchez, inoltre el muerto, l’altro suo figlio, è tornato dalla morte… non poteva mai commentare il vestito delle sue origini catanesi”

“Già… capisco. Ovunque si trovi Catania, non siamo riusciti a far crepare il secolare capofamiglia dei Gutierrez, facendogli rimembrare i bei tempi” commentò il Capo, che stava osservando le lunghe dita congiunte, o almeno cercava di farlo, in mezzo al buio. “Va bene, andate adesso! Devo pensare al prossimo piano per conquistare Villa Nueva”

E con quell’ordine la notte si chiuse, lasciando spazio al giorno dopo il compleanno dei Gutierrez, che di solito si traduceva nel rimettere in ordine quanto lasciato durante la festa, ma che in quel frangente voleva dire farsi raccontare come Matìas si era salvato dai voli della morte che tanto avevano terrorizzato l’Argentina negli anni del terrore appena terminati.

“È stato semplice” raccontò lui, vestito in ghingheri e finalmente profumato. “Loro mi avevano chiesto quale fosse il mio ultimo desiderio, e allora io ho detto loro che volevo mangiare un cocco catturato da me medesimo, e me lo hanno lasciato fare. Inutile dire che me ne sono andato senza tornare, e anche se poi si sono messi a cercarmi non sono riusciti, perché la Foresta Amazzonica è così fitta di alberi che non puoi trovare niente neanche se ti impegni. Dico solo che gli alberi sono tutti uguali. Poi, in tre anni, ho vissuto di bacche e alla fine, una volta capito che la dittatura era finita, sono tornato”

“Che storia avvincente” disse el pipa.

“Che storia avvincente” disse Clara Sanchez, sospirando non appena Miguel Espimas ebbe terminato di raccontare di quando una volta era caduto dalle scale, nel tiepido caffè centralissimo di Villa Nueva, dove vecchi discorrevano sulle nuove questioni politiche e altri bambini si passavano un pallone nella semivuota piazza. “Sai, anche noi abbiamo un segreto imbarazzante, comunque”

Clara cominciò a ruotare il cucchiaino dentro il so caffè con fare provocante. Voleva raccontare quella cosa a qualcuno, soprattutto a Miguel, il quale le sembrava uno che sapesse mantenere i segreti”

“Certo, dimmi pure” rispose lui incuriosito.

“A casa Sanchez” rivelò Clara “abbiamo la lavatrice, in cui laviamo tutti i panni sporchi”

Miguel spalancò gli occhi stupefatto.

La lavatrice continuava a girare…

Un pensiero su “La Ropa Sucia/022

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...