La Ropa Sucia/033

Immagine

El loco Gutierrez poteva anche essere uno stupido ignorante con poco cervello, tuttavia quando sapeva di avere un’informazione importante, state pur certi che se ne serviva nella maniera più sbagliata.

Ad esempio ne parlò con l’ultima persona a cui poteva interessare ciò che aveva da dire, ovvero suo padre, Jorge el pipa.

“Capisci, padre? Se Adele Sanchez si è invaghita del figlio di una popolana, possiamo trarre vantaggio da questa cosa! Saremo noi, presto, a comandare sulla Pampa!”

“Ormai non comando più niente” rispose lui, sdraiato sul divano a leggere il giornale e masticare ciambelle. Da quando suo fratello era tornato dalla morte, il preferito di casa era lui e non solo, faceva sesso con sua moglie proprio sotto il suo naso: lo aveva dedotto dal rumore perplesso che facevano i borbottii del figlio, el tiburòn.

“E dai! Questa cosa può risollevare il tuo ruolo in questa storia! Adele può creare uno scandalo nella sua famiglia e farli cadere in disgrazia, e solo noi due sappiamo della cosa”

“Noi due… e tutta Villa Nueva. Ti rendi conto che le hai viste al parco? E poi, parlando con me praticamente lo hai urlato, e qui è pieno di inservienti che sentono tutto, che andranno a dire la tua informazione anche a tua madre e… a…”

Jorge scoppiò in lacrime: anche il solo nominare el muerto gli faceva venire il magone. Improvvisamente, però, si sentirono sassolini sbattere contro l’esterno del finestrone del salotto studio di Jorge.

“Chi sarà mai?”

El loco aprì la finestra e un ciottolò gli finì dritto sulla fronte, il che gli fece crescere un bozzolo sulla fronte che avrebbe potuto seriamente fargli cambiare soprannome, tuttavia gli era già stato assegnato e la cosa non successe.

“Chi è che tira le pietre?” chiese inviperito dunque il figlio di Jorge.

“Sono il Muratore” annunciò il vandalo. “Sono venuto a prendermi la mia donna!”

“Non c’è nessuna donna qui!” disse el loco. “Vai via, immondo!”

“Immondo a me? Ma io ti ammazzo!”

“Che succede qui?” chiese Pepa infastidita, mentre per uscire fuori stava mettendosi un accappatoio di almeno tre taglie più grande.

Poi, mentre usciva, lo vide: il Muratore, colui che aveva piantato in asso qualche giorno prima per poter passare del tempo con l’ex cognato, adesso divento amante.

“Ehm… ciao” disse Pepa, che adesso si stava ritrovando in un bel dilemma. Aveva completamente rimosso persino l’esistenza del Muratore, e adesso che ci faceva sul giardino di casa sua?

“Allora, andiamo?” disse il Muratore in quella che più che una domanda sembrava un ordine. Infatti, a Pepa non piacque il tono.

“Non mi piace questo tuo tono. la dittatura è finita, adesso possiamo fare quello che vogliamo e io voglio rimanere qui in villa con Jor… Matìas. Tu sei licenziato”

Il Muratore si sentì mancare e decise di andarsene con le sue gambe, anche perché stava arrivando il massiccio Matìas che sicuramente gli avrebbe dato una bella ripassata.

“Bene, andiamo?” chiese Pepa tutta contenta.

“Non mi convince…” rispose Matìas. In effetti, il Muratore ebbe un improvviso scatto d’ira e di corsa ripercorse i passi che aveva compiuto per tornare a casa con la coda fra le gambe e saltò addosso invece a Matìas stesso, che però, forgiato dagli anni di latitanza nella giungla lo stese con un  pugno solo.

Solo che il Muratore non si alzò più.

E la lavatrice continuava a girare…

Un pensiero su “La Ropa Sucia/033

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...