La Ropa Sucia/040

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Il signore e la signora Riquelme non erano tipi da preoccuparsi per i consueti ritardi del figlio, tuttavia la bufera che si è scatenata sulla loro casa, ovvero il nuovo rampollo in arrivo dentro il ventre di Adele Sanchez, aveva sparigliato le carte.

“Credi che dovremmo andare a cercarlo?” chiese a un certo punto suo padre, visto che José non era arrivato a portargli il giornale.

“Si farà vivo, vedrai” rispose la madre, che non era affatto preoccupata, Piuttosto, stava cercando un modo di scagionare José dal suo essere padre.

Non era facile, le prove erano tutte contro di lui. In ogni modo, le venne in mente che dovrebbe esser preoccupata per il figlio.

E fu proprio in quel momento che arrivò una telefonata.

“Dovremmo staccarlo, questo telefono…” pensò, mentre lo lasciava squillare. Infine, sollevò la cornetta.

“Qui casa Riquelme”

Le venne in mente di aver dimenticato di far alzare la cornetta ai suoi servitori.

“Sssshhhh…. Mmmm… crcrcrcr…”

La signora Riquelme, sulle prime, non capì in che lingua stesse parlando l’interlocutore, né se fosse in grado di usare un telefono.

“Pronto?”

“… notizie… girovago… accendino”

“Non ho capito, spiacente”

La signora Riquelme, seccata, si mosse per chiudere la comunicazione, peccato perché sarebbe potuta essere interessante, ma un secondo dopo lei stessa fu del mio stesso avviso perché l’altra voce chiarì le sue intenzioni:

“Abbiamo rapito suo figlio. Vogliamo un milione di pesos lasciati incustoditi sull’autostrada, altrimenti gli tagliamo il mignolo”

“Non il mignolo, il piede destro” fece una voce fuori campo.

“Ah, già. È che non mi piace il sangue, sire”

Dopodiché, la comunicazione si interruppe.

La signora rimase con la cornetta attaccata, e il pittore di passaggio ne approfittò per dipingerla ritraendola fin all’ultimo dettaglio, orecchini a conchiglia compresi.

La donna con la cornetta in mano adesso è esposta in tutti i musei del mondo, contemporaneamente.

Nel frattempo Rosa e Miguel Espimas stavano discutendo come fratelli sui loro obiettivi da raggiungere.

“Come ti sembrano i fratelli Gutierrez?”

“Meglio Rosa Sanchez” rispose lui, con la saggezza che gli apparteneva.

“No dico, sono ottimi partiti, non è vero? Pensa, uno mi ha regalato questa collana di opali, mentre l’altro… a dire il vero mi ha regalato solamente questo bracciale di diamanti”

Miguel dovette mettersi gli occhiali da sole per guardarlo.

“Non sei contenta?” chiese. “vale milioni”

“Sì, però questi diamanti sono troppo vistosi” spiegò Rosa. “E se venisse qualche malintenzionato a rubarmeli? Con chi mi devo sposare poi, con una mano sola non riesco  a fare niente”

“Hai ragione” rispose Miguel. “però ricordati una cosa: se non altro, possiamo risolvere tutto con la lavatrice dei Sanchez”

Rosa annuì convinta.

E la lavatrice continuava a girare…

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